Skip to main content

File robots.txt ottimizzato per WordPress compatibile con gli ultimi Googlebot

Esistono tantissimi esempi di file robots.txt che si autodefiniscono “ottimizzati” per WordPress: al tempo stesso molti di essi non lo sono affatto, in quanto pur bloccando correttamente i contenuti che non è opportuno indicizzare non prevedono la possibilità di accedere a questi file alle varie istanze di Googlebot che visitano periodicamente il nostro sito per vari motivi, tra cui: analisi della compatibilità con browser per dispositivi mobili, servizio PageSpeed Insights, analisi dei tag e/o dei dati strutturati, e altro ancora. Il risultato è che, molto spesso, questi bot sono privi dei file CSS e JS necessari per convalidare correttamente il nostro sito web, fornendoci dunque informazioni errate.

Qui si può visualizzare una lista completa (aggiornata a Ottobre 2016) in cui sono elencati tutti gli user-agent relativi ai Googlebot, compresi quelli più recenti. La prima cosa da fare è assicurarvi che il file robots.txt che utilizzate attualmente non stia bloccando nessuno di questi. Potete effettuare il test direttamente sulle URL del vostro sito utilizzando gratuitamente i seguenti strumenti:

Approfondisci

IIS URL Rewrite: redirect di più nomi di dominio su un singolo hostname

Una delle pratiche più importanti e consigliate a livello di Search Engine Optimization (SEO) è il rispetto della cosiddetta Unique page URLs rule, ovvero la regola per cui ciascuna pagina del proprio sito web deve avere una e una sola URL di accesso. Questa regola vale anche per le home page, il che obbliga, nel caso in cui si abbiano a disposizione molteplici domini e alias (ryadel.com, www.ryadel.com, ryadel.net, www.ryadel.net, ryadel.org, www.ryadel.org e così via), a sceglierne uno soltanto per servire i propri contenuti, impostando dei redirect puntuali su tutti gli altri.

Il redirect di cui abbiamo bisogno è, ovviamente, un HTTP 301 – permanent, che può essere ottenuto in due modi: facendo gestire i domini da reindirizzare al proprio provider, che molto spesso fornisce la possibilità di impostare dei redirect più o meno puntuali, oppure configurandoli sull’IP del proprio web server e impostando i redirect tramite il proprio servizio di pubblicazione web (IIS, Apache o altri). La prima opzione è una scelta obbligata nel caso in cui non abbiate modo accesso al web server, come nel caso dei servizi di domain hosting presso provider come Aruba; in tutti gli altri casi vale senz’altro la pena di scegliere la seconda opzione, che proveremo a sviluppare in questo articolo.

Approfondisci

Permalink e URL semantiche su WordPress con IIS

Una delle funzionalità più comode della piattaforma WordPress è certamente quella che consente di personalizzare i permalink relativi ai nostri articoli. Come molti di voi già sapranno, le impostazioni predefinite di questa feature sono configurabili tramite la tab Settings > Permalinks (Impostazioni > Permalink nella versione italiana) del pannello di amministrazione di WordPress: è inoltre possibile personalizzare il Permalink relativo a ciascun articolo direttamente dalla pagina Modifica Articolo. Prima di addentrarci ulteriormente nell’analisi di questa funzionalità, tuttavia, può essere utile riassumere brevemente cosa intendiamo con tali definizioni. Approfondisci

Impostare un sito web multi-language con ASP.NET MVC

Premessa

Fin dal giorno della sua prima release il .NET Framework dà la possibilità agli sviluppatori di impostare un qualsiasi progetto – sia esso un Website, una Web Application, un client realizzato con Windows Forms o con il più recente approccio WPF/XAML o altro – in modalità multi-language, ovvero con supporto di localization multiple, mediante l’utilizzo dei cosiddetti Resource Files, contraddistinti dall’estensione .resx. Non è intenzione di questo articolo spiegare l’utilizzo dei Resource Files, per i quali rimandiamo all’ottimo walkthrough ufficiale presente sul sito Microsoft: ci limiteremo a ricordare che, come probabilmente già saprete, lo scopo dei Resource Files è quello di immagazzinare in un array di chiavi/valori una serie di elementi di testo e/o immagini per ciascuna lingua supportata dall’applicazione: per ottenere questo risultato lo sviluppatore non deve far altro che creare un Resource File per la lingua predefinita (ad es. l’inglese) e poi un Resource File per ciascuna lingua, utilizzando lo stesso nome del file originario con l’aggiunta del codice ISO 639-1 (two-letters language code) e, se necessario, il codice ISO 3166-1 (two-letters country code) ad essa relativi. Sarà quindi possibile, ad esempio, creare:

  • un Global.resx per immagazzinare i testi nella lingua predefinita
  • un Global.it.resx contenente le medesime chiavi con i testi tradotti in lingua italiana
  • un Global.de.resx contenente le medesime chiavi con i testi tradotti in lingua tedesca

e così via. Una volta fatto questo, sarà sufficiente utilizzare le chiavi impostate in questi file in luogo dei testi veri e propri (per sapere come, leggete il walkthrough di cui sopra): il Framework .NET penserà automaticamente a cercare la chiave nei vari Resource File, partendo da quello con l’estensione più vicina alla Localization impostata sul thread corrente e procedendo a ritroso fino a quello relativo alla lingua predefinita.

A conti fatti, si tratta di una funzionalità davvero niente male. Vediamo come utilizzarla per rendere multi-language una Web Application basata su ASP.NET MVC.

Approfondisci

Favicon: cos’è, a cosa serve, come aggiungerla su WordPress o su un qualsiasi sito web

Con il termine Favicon, crasi di Favorite Icon (icona dei preferiti), si intende la icona di 16×16 pixel convenzionalmente associata a una pagina web.  Nella quasi totalità dei browser la favicon viene visualizzata nella parte sinistra della barra degli indirizzi e compare nel momento in cui si naviga su un sito che ne è provvisto. Viene inoltre visualizzata nella tab di navigazione attiva, nel menu e nella barra dei preferiti.

example-favicon

A cosa serve

L’utilità della favicon non è meramente estetica: consente all’utente di riconoscere il sito web con maggiore immediatezza, soprattutto quando si ha un elenco dei preferiti molto vasto o numerose tab aperte contemporaneamente. Dotare il proprio sito di una favicon sufficientemente distintiva può inoltre aiutare ad instaurare un rapporto più stretto con l’utente, che tenderà ad abituarsi a essa; conferisce inoltre alle pagine del sito un livello di personalizzazione maggiore e un aspetto più professionale.

Approfondisci

Close