SEO: pagare guru e stregoni non serve, parola di Google Una netta presa di posizione del colosso di Mountain View su chi offre servizi di posizionamento SEO a pagamento

SEO: pagare guru e stregoni non serve, parola di Google

Qualche settimana fa ho avuto l’opportunità di revisionare il Google Digital Training, un percorso di formazione in marketing digitale promosso da Google sulla sua piattaforma di e-learning ufficiale, nota anche come Google Digital Garage. Per chi non lo sapesse, si tratta di una serie di corsi che spiegano alcuni semplici concetti che riguardano i principi fondamentali del marketing online – SEO, SERP, risultati organici, AdSense/AdWords, mobile optimization e via dicendo – al termine dei quali viene rilasciato un attestato.

Al di là dei contenuti del percorso, sicuramente interessanti per chi sta cominciando a muovere i primi passi nel complesso e variegato mondo del marketing digitale, vale la pena sottolineare alcuni aspetti fondamentali che contraddistinguono questa lodevole iniziativa, a beneficio dei tanti che rischiano di essere turlupinati da cosiddetti “stregoni del SEO”, ovvero da quelle persone e aziende che promettono ai propri clienti l’ottenimento di posizioni vertiginose e “garantite” sulle pagine dei risultati di ricerca di Google – ovviamente a caro prezzo.

Tanto per cominciare – a differenza di quanto molti cercheranno di farvi credere – il conseguimento di questo tipo di certificazioni non è motivo di particolare vanto: si tratta infatti di un percorso di apprendimento dichiaratamente entry-level, pensato per chi non possiede ancora quel tipo di competenze e nutre comunque un interesse per quello che le nuove tecnologie possono fare per potenziare la propria attività. La qualità e la tipologia delle domande, così come le modalità di somministrazione dei test che verificano la corretta comprensione degli argomenti illustrati dai 26 moduli di cui si compone il corso, non lasciano dubbi interpretativi in tal senso: nessuno dotato di un minimo di esperienza in questo settore può seriamente pensare altrimenti.

Ovviamente, questo non ha impedito a molti sedicenti professionisti del settore di vantarsi del risultato conseguito con altisonanti dichiarazioni sui propri profili social: “Questo riconoscimento costituisce un’importante conferma del lavoro svolto in questi ultimi anni per costruire la mia professionalità nel marketing online”; “Capacità di progettazione e pianificazione di campagne SEO per aziende e attività commerciali comprovate da apposita certificazione Google in Digital Marketing”; “Esperto SEO certificato Google”; e così via, solo per citare le tre più pittoresche trovate a seguito di una rapida ricerca su LinkedIn. 

Paradossalmente, l’obiettivo principale di questo percorso di formazione Google – rivolto, lo ripetiamo, a chi si avvicina per la prima volta a determinati argomenti – è proprio quello di mettere in guardia i non addetti ai lavori dal canto delle sirene di questi sedicenti guru ed esperti SEO; nel corso dei 26 moduli di cui si compone il corso il colosso di Mountain View prende ripetutamente posizione nei confronti di un certo sotto-genere di online marketing che pone l’accento sulle strategie volte a migliorare le posizioni del cliente sulle SERP… E lo fa con un messaggio netto e inequivocabile, persino per i più duri d’orecchi – o per chi fa orecchie da mercante:

Ricorda che nessuna agenzia può garantirti un posizionamento alto nei risultati di ricerca organici. Se ti viene offerta questa possibilità, molto probabilmente ti stanno ingannando.

SEO: pagare guru e stregoni non serve, parola di Google

E ancora:

Quali sono i consigli che non dovresti seguire? Assumere un’agenzia per ottenere le prime posizioni nei risultati di ricerca organici.

 

SEO: pagare guru e stregoni non serve, parola di Google

Nel corso degli ultimi anni questa attività truffaldina ha assunto vari nomi, tutti immancabilmente corredati dalla parola SEO: SEO placement, SEO-based marketing, SEO OptimizationSEO advertising e così via. Chi lavora nel settore sa benissimo che si tratta di fumo negli occhi, ma sfortunatamente esistono innumerevoli aziende che continuano a fare un sacco di soldi sulla pelle di chi non se ne intende. Riconoscerle è semplicissimo, visto che la loro campagna promozionale verte sempre sugli stessi argomenti: “non affidarti al cugino smanettone, rivolgiti a un vero esperto (ovvero a noi)!” “Il tuo sito è indicizzato male? La colpa è tua o di chi te lo ha fatto (dovevi farlo fare a noi)!” e così via.

Quella del cugino (o parente) smanettone è una definizione che ho sempre trovato affascinante e che nel corso degli ultimi anni ha arricchito il vocabolario di innumerevoli blogger, giornalisti e persino autori di narrativa più o meno noti. Nelle intenzioni dell’azienda che vende servizi SEO viene utilizzata, in senso lato, per abbracciare qualsivoglia sviluppatore, programmatore o tecnico informatico che si “offre” di (o è stato costretto a) realizzare un sito gratis o a buon mercato; questo personaggio viene immancabilmente dipinto come un povero incapace, un inetto che meglio avrebbe fatto a starsi fermo con le mani, così da consentire a “chi se ne intende davvero”. Inutile dire che, nella maggior parte dei casi, il cugino smanettone – pur nella sua cronica mancanza di competenze specifiche, peraltro tutta da dimostrare – ha un’utilità molto maggiore delle “professionalità” in forze a questo tipo di aziende, se non altro perché consente di impedire a queste ultime di mettere le mani su una parte significativa del budget a disposizione del cliente per compiere una serie di attività in sua vece, ovviamente a caro prezzo.

A questo punto potrei inserire qualche URL di esempio (rigorosamente nofollow), ma è bene non fare alcun tipo di pubblicità a questa tipologia di aziende. Chiunque voglia farsi un’idea (e due risate) può divertirsi a cercare “cugino smanettone” su Google e a dare un’occhiata ai risultati, magari usando la copia cache così da non generare neanche una singola request: l’importante è non prendere sul serio quanto si andrà a leggere!

Al contrario, spiega Google nel corso dei vari moduli, il modo migliore per migliorare la propria visibilità online, attrarre più visitatori e ricevere più conversioni è quello di evitare i venditori di fumo e mettersi in gioco in prima persona, facendo propri gli strumenti necessari per tradurre il bagaglio di esperienze e competenze pregresse nei vari idiomi che risultano efficaci sul web: come costruire i titoli e i testi, come identificare e utilizzare le parole chiave, come pianificare e impostare una strategia di marketing corretta, come leggere le metriche e gli indicatori statistici in modo efficace e così via. Si tratta di attività che nessuno è in grado di fare meglio del titolare del sito, prodotto o servizio offerto: a lui e non ad altri spetta il compito di apprendere i nuovi strumenti e metodi di comunicazione resi disponibili dall’attuale periodo storico, senza alcuna possibilità di delega. Soltanto così sarà possibile ottimizzare correttamente il budget a disposizione, evitando di foraggiare inutili intermediari.

Chiunque pensi o sia indotto a pensare che questa imprescindibile attività di aggiornamento delle proprie competenze sia una perdita di tempo, che queste nuove metodologie di vendita e promozione siano appannaggio esclusivo di “chi se ne intende davvero”, è destinato a rimanere indietro. E’ proprio pensando a loro che Google ha ideato questo percorso formativo, nella speranza di impedire che venga commesso questo tipo di errore.

Al contrario, i 26 moduli di cui si compone il corso non fanno che ripetere l’importanza, da parte di qualsiasi imprenditore, di investire sulle proprie capacità e intuizioni personali, le stesse a cui si deve il successo ottenuto offline. Imessaggio più importante da “scaricare” insieme a quell’attestato è che il web non va inteso come un mondo alieno la cui comprensione è riservata ai guru del settore, ma come un nuovo fondamentale canale di vendita per qualsivoglia prodotto, servizio, o idea. Una fantastica opportunità che fa ormai parte del nostro mondo e che è quindi fondamentale conoscere in prima persona: senza mai stancarsi di studiare, apprendere e capire, rifiutando con forza le lusinghe e le suggestioni di chi ha tutto l’interesse a impedire che questo accada.

 

About Ryan

IT Project Manager, Web Interface Architect e Lead Developer di numerosi siti e servizi web ad alto traffico in Italia e in Europa. Dal 2010 si occupa anche della progettazione di App e giochi per dispositivi Android, iOS e Mobile Phone per conto di numerose società italiane. Microsoft MVP for Development Technologies dal 2018.

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