Sviluppo web accessibile: linee guida W3C e AgID per l’accessibilità digitale Gli standard di riferimento di Agenzia per l'Italia Digitale e del World Wide Web Consortium per la realizzazione di servizi web conformi alla normativa in materia di accessibilità digitale

Sviluppo web accessibile: linee guida W3C e AgID per l'accessibilità digitale

In questo articolo proveremo a fornire una panoramica del concetto di accessibilità web (web accessibility), ovvero la possibilità di fornire servizi web anche a coloro che sono affetti da disabilità e/o utilizzano tecnologie ausiliarie.

In particolare, dopo una breve introduzione dedicata alle definizioni e all’individuazione del contesto, andremo ad approfondire due contributi fondamentali che costituiscono oggi il punto di riferimento dello sviluppo web accessibile in Italia: le Web Content Accessibility Guidelines (WCAG) del W3C e le Linee Guida sull’Accessibilità degli strumenti informatici di Agenzia per l’Italia Digitale.

Definizione

Il termine accessibilità, se utilizzato in ambito IT, definisce la capacità dei sistemi informatici di erogare servizi e fornire informazioni fruibili, senza discriminazioni, anche da parte di coloro che a causa di disabilità necessitano di tecnologie assistive o configurazioni particolari.

All’interno di un contesto normativo, il riferimento all’accessibilità si riferisce dunque alle pratiche inclusive di rimozione delle barriere che impediscono l’interazione o l’accesso ai siti web da parte di persone con disabilità. Questi individui possono infatti incontrare difficoltà nella navigazione di determinati siti poiché questi ultimi, se sviluppati in modo non inclusivo, presentano delle barriere architettoniche (in senso informatico) che minano il concetto di utilizzo universale dei siti internet; queste barriere sono quasi sempre determinate dalla scelta, operata dai programmatori in modo quasi sempre involontario, di non tenere conto della possibilità che alcuni utenti disabili possano utilizzare periferiche specificatamente elaborate per ovviare alla disabilità. Si tratta dunque di un problema legato a una modalità di lavoro ben precisa e che può essere risolto in modo efficace e permanente attraverso un processo di standardizzazione che punti a ridefinirne le modalità di attuazione in senso inclusivo.

Normativa vigente

A livello europeo, la normativa di riferimento per l’accessibilità IT è la EN 301549 – Requisiti di accessibilità per prodotti e servizi ICT, entrata in vigore il 12 febbraio del 2014 e successivamente aggiornata nel 2015, 2018 e 2019. Per una panoramica piuttosto esaustiva dei requisiti previsti da questa norma invitiamo a leggere il nostro approfondimento dedicato.

In Italia, la legge di riferimento per l’Accessibilità digitale è la Legge n. 4 del 9 gennaio 2004 che ha attribuito all’Agenzia per l’Italia Digitale (all’epoca nota come Centro nazionale per l’informatica nella PA) una serie di compiti di controllo, assistenza e comunicazione, tra cui:

  • vigilare sull’attuazione della suddetta legge;
  • fornire assistenza alla Pubblica Amministrazione per l’applicazione della normativa vigente;
  • emanare regole tecniche, circolari e linee guida in materia di accessibilità degli strumenti informatici;
  • monitorare i siti web e le applicazioni mobili della Pubblica Amministrazione;
  • relazionare periodicamente la Commissione Europea sugli esiti di monitoraggio;
  • divulgare e promuovere il tema dell’accessibilità nella Pubblica Amministrazione.

Il punto di svolta arriva il 10 agosto 2018, con cui l’Italia – con il D.Lgs n. 106, che modifica ed aggiorna la summenzionata Legge n.4/2004 – recepisce la Direttiva UE 2016/2102 del 26 ottobre 2016, che si pone l’obiettivo di migliorare l’accessibilità dei siti web e delle app mobili nel settore pubblico di ciascuno Stato Membro.

Tra le numerose novità di rilievo per le amministrazioni vi è l’obbligo di pubblicazione della Dichiarazione di accessibilità, mediante la quale occorre indicare lo stato di conformità di ciascun sito e applicazione mobile rispetto ai requisiti di accessibilità previsti dal D.Lgs n. 106 e dettagliati all’interno delle linee guida; il decreto prevede inoltre la pubblicazione periodica, entro il 31 marzo di ogni anno, degli Obiettivi di accessibilità per l’anno corrente e lo stato di attuazione del piano per l’utilizzo del telelavoro (realizzato secondo il vademecum sullo smart working promosso da AgID).

Direttamente collegata alla Dichiarazione di Accessibilità, nonché particolarmente meritevole di menzione, è l’introduzione del cosiddetto meccanismo di feedback, che dà la possibilità agli utenti di segnalare problematiche relative all’inaccessibilità direttamente sui siti e/o sulle mobile app messe a disposizione dalla Pubblica Amministrazione; in caso di mancata o insoddisfacente risposta da parte della PA il cittadino ha la possibilità di ricorrere ad una Procedura di attuazione mediante il Difensore Civico per il Digitale. Si tratta di una vera e propria assunzione di responsabilità da parte della pubblica amministrazione, che adotta in questo modo la good practice nota come continuous feedback (o constant feedback), comune a molte moderne metodologie di sviluppo Agile.

Il Difensore Civico per il Digitale è una figura prevista dal Codice dell’Amministrazione Digitale a garanzia dei diritti digitali di cittadini e imprese. Questa figura ha una duplice funzione: A) raccoglie le segnalazioni relative alle presunte violazioni del Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD) o di ogni altra norma in materia di digitalizzazione ed innovazione, (art.17, comma 1 quater del CAD); B) in caso di contestazione sulla dichiarazione di accessibilità o di esito insoddisfacente del monitoraggio decide in merito alla corretta attuazione della legge sulla accessibilità agli strumenti informatici per le persone con disabilità. In caso di reclami di utenti relativi a dichiarazioni di accessibilità dispone eventuali misure correttive. (art.3-quinquies della legge n.4/2004). Per ulteriori informazioni è possibile consultare il nostro approfondimento sul Codice dell’Amministrazione Digitale.

Le Linee Guida AgID

In attuazione della Direttiva europea 2016/2102, Agenzia per l’Italia Digitale ha emanato le Linee Guida sull’Accessibilità degli strumenti informatici, entrate in vigore il 10 gennaio 2020: le linee guida hanno l’obiettivo di indirizzare la Pubblica Amministrazione verso una modalità di erogazione dei servizi sempre più accessibile.

Le linee guida si articolano in 7 punti fondamentali:

  • Requisiti tecnici per l’accessibilità degli strumenti informatici, suddivisi in: Hardware, Web, Documenti non web, Software, Applicazioni Mobili, Documentazione e servizi di supporto. In merito a questi strumenti sono rese disponibili una serie di raccomandazioni e precisazioni sull’accessibilità digitale e si forniscono indicazioni sulle postazioni di lavoro a disposizione del dipendente con disabilità avendo come riferimento tecnico la norma UNI EN ISO 9999:2017 per l’identificazione delle tecnologie assistive.
  • Verifica dell’accessibilità degli strumenti informatici, dove sono indicati i riferimenti da utilizzare per le verifiche tecniche di conformità di accessibilità degli strumenti informatici che, ai sensi della Direttiva europea 2016/2102, sono referenziati alla norma tecnica europea EN 301549 v. 2.1.2; viene inoltre descritta la metodologia per la verifica soggettiva dell’accessibilità dei siti web e delle applicazioni mobili (e relativi criteri di valutazione).
  • Istruzioni relative alla modalità di compilazione della Dichiarazione di accessibilità, che deve essere redatta e pubblicata utilizzando una applicazione web dedicata (https://form.agid.gov.it), realizzata da AGID nel rispetto del modello stabilito dalla Direttiva UE 2016/2102;  vengono inoltre riportati i riferimenti normativi relativi all’obbligo annuale per le Pubbliche Amministrazioni di pubblicare i summenzionati obiettivi di accessibilità.
  • Metodologia di monitoraggio, ovvero le attività di rilevazione che saranno effettuate da AgID per verificare la conformità dei siti web e delle applicazioni mobili degli enti pubblici alle prescrizioni in materia di accessibilità definite all’articolo 4 della Direttiva europea 2016/2102 (e relativa presentazione degli esiti alla Commissione Europea);
  • Onere sproporzionato, in cui si approfondiscono i casi di specie che determinano la possibilità di opporre un onere sproporzionato da parte della Pubblica Amministrazione. Con il termine “onere sproporzionato” la Direttiva UE 2016/2012 (articolo 5) identifica le circostanze in presenza delle quali i soggetti erogatori possono ragionevolmente limitare l’accessibilità di un sito web o applicazione mobile: si tratta dunque di una possibilità di esenzione (exemption) dall’obbligo di rispettare la normativa per l’erogazione di alcuni determinati servizi;
  • Procedura di attuazione, dove vengono approfondite le tematiche relative alla contestazione della dichiarazione di accessibilità, all’esito insoddisfacente del monitoraggio, al meccanismo di feedback e alla possibilità di ricorrere al Difensore Civico Digitale.

Il documento è corredato inoltre da tre allegati che contengono i modelli predisposti da AgID per la compilazione da parte delle Pubbliche Amministrazioni:

  • Allegato 1. Modello di dichiarazione di accessibilità sito web e applicazione mobile.
  • Allegato 2. Modello di autovalutazione.
  • Allegato 3. Prodotti per la classe 22 della UNI EN ISO 9999:2017 relativa alla comunicazione e gestione dell’informazione.

Le linee guida sono state realizzate tenendo conto dei seguenti standard e riferimenti normativi nazionali e internazionali:

  • ISO 9999:2016 “Assistive products for persons with disability — Classification and terminology”
  • Web Content Accessibility Guidelines (WCAG) 2.1 (e relativa traduzione italiana autorizzata del 13/09/2018)
  • EN 301549 V2.1.2 (2018-08) HARMONISED EUROPEAN STANDARD “Accessibility requirements for ICT products and services” (e relativa traduzione italiana autorizzata del 11/2018)
  • UNI CEI EN ISO/IEC 17065:2012 “Valutazione della conformità – Requisiti per organismi che certificano prodotti, processi e servizi”.
  • UNI EN ISO 9999:2017 Prodotti d’assistenza per persone con disabilità – Classificazione e terminologia
  • Guida tecnica all’uso di metriche per il software applicativo sviluppato per conto delle PA, pubblicata da AGID nel giugno 2018.

Come si può vedere, la versione della EN 301549 a cui fa riferimento il documento AgID è quella del 2018 e non l’ultima del 2019: il motivo di questa situazione è probabilmente dovuto al fatto che la EN 301549:2019 è entrata in vigore il 4 dicembre 2019, poco più di un mese prima delle linee guida AgID; a questo si aggiunge il fatto che la nuova versione è stata recepita all’interno dell’ordinamento italiano con oltre un anno di ritardo (UNI EN 301549:2020, 17 dicembre 2020), presumibilmente per ragioni legate alla pandemia. Non c’è dunque da stupirsi se il gruppo di lavoro che ha prodotto il documento AgID ha deciso di adottare la versione precedente.

La nuova versione della norma UNI EN 301549:2020, così come la precedente, è scaricabile gratuitamente dal sito ufficiale del Comitato Europeo di Normazione. Le principali novità dell’edizione 2019/2020 sono da ricercare nella revisione ovvero nell’aggiunta di alcuni documenti allegati, tra cui:

  • Appendice A: Relazione tra il presente documento e i requisiti essenziali della Direttiva 2016/2102, aggiornato con l’aggiunta di un maggior numero di note e chiarimenti.
  • Appendice B (informativa): Relazione tra requisiti e dichiarazioni di prestazione funzionale, aggiornato con l’aggiunta di un nuovo paragrafo esplicativo (Interpretazione del prospetto B.2) per fugare dubbi interpretativi in merito al prospetto che illustra l’impatto che un problema specifico di accessibilità può avere su differenti tipologie di utente.
  • Appendice E (informativa):Guida per gli utenti del presente documento, non presente nella versione del 2018 e aggiunta allo scopo di aiutare il lettore nella piena comprensione del documento.

WCAG

Particolarmente importante è l’adozione, da parte di AgID, delle ultime linee guida rilasciate dal W3C (Web Content Accessibility Guidelines, la cui versione 2.1 del 05/06/2018 è la più recente alla data odierna), che ad oggi costituiscono forse il più importante punto di riferimento a livello mondiale in tema di accessibilità dei portali web.

Le linee guida ruotano attorno ai seguenti principi chiave, che definiscono le qualità fondamentali richieste a un sito web accessibile:

  • Percepibile (perceivable): le informazioni e i componenti dell’interfaccia utente devono essere presentati agli utenti in modi in cui essi possano percepirli. Questo obiettivo si raggiunge attraverso le seguenti modalità implementative:
    • Alternative testuali. Fornire alternative testuali per contenuti non testuali.
    • Media temporizzati. Fornire didascalie e/o altre alternative per i contenuti multimediali temporizzati.
    • Adattabile. Creare contenuti che possono essere presentati in modi diversi, anche mediante tecnologie assistive, senza perdere significato.
    • Distinguibile. Rendere più semplice agli utenti la visione e l’ascolto dei contenuti, separando i contenuti in primo piano dallo sfondo.
  • Utilizzabile (operable): i componenti e la navigazione dell’interfaccia utente devono essere utilizzabili. Questo obiettivo si raggiunge attraverso le seguenti modalità implementative:
    • Accessibile da tastiera. Rendere tutte le funzionalità azionabili da tastiera (ovvero, senza che vi sia l’obbligo di utilizzare altre periferiche).
    • Adeguata disponibilità di tempo. Concedere agli utenti tempo sufficiente per leggere e utilizzare i contenuti (ovvero, senza che vi siano pagine, popup o contenuti “a tempo”).
    • Convulsioni e reazioni fisiche. Non sviluppare contenuti con tecniche che sia noto causino attacchi epilettici o reazioni fisiche. (nello specifico, ridurre le intermittenze a un massimo di 3 per secondo e consentire la disattivazione di qualsiasi animazione non essenziale alla piena fruizione dei contenuti).
    • Navigabile. Aiutare gli utenti a navigare e a trovare i contenuti (ovvero curare l’impaginazione a livello di titoli, intestazioni, elementi focus, menu di navigazione, breadcrumb, etc)
    • Modalità di input. Semplificare l’utilizzo di input diversi dalla tastiera.
  • Comprensibile (understandable): Le informazioni relative all’interfaccia utente devono essere comprensibili, così come le operazioni che il sito consente di effettuare. Questo obiettivo si raggiunge attraverso le seguenti modalità implementative:
    • Leggibile. Rendere il testo leggibile e comprensibile.
    • Prevedibile. Creare pagine Web che abbiano aspetto e funzionamento prevedibili.
    • Assistenza nell’inserimento. Aiutare gli utenti a evitare gli errori e agevolarli nella loro correzione.
  • Robusto (robust): Il contenuto deve essere abbastanza robusto per essere interpretato in maniera affidabile da una grande varietà di programmi utente, comprese le tecnologie assistive. Questo obiettivo si raggiunge attraverso le seguenti modalità implementative:
    • Compatibile. Garantire la massima compatibilità con i programmi utente attuali e futuri, comprese le tecnologie assistive.

Ciascuna modalità implementativa prevede tre possibili livelli di conformità oggettivamente verificabili: A (minimo), AA (medio) e AAA (massimo). Questa scelta consente di prevedere un criterio di valutazione oggettiva che consente alle linee guida di essere un valido parametro di misurazione ovunque siano richiesti test dei requisiti e della conformità, come frequentemente previsto da specifiche di progettazione, acquisti, normativa e accordi contrattuali.

Per ragioni di spazio non approfondiremo in questa sede gli aspetti prettamente tecnici, ovvero i dettagli implementativi che consentono – a livello di sviluppo software server-side e client-side – di raggiungere i vari livelli di conformità previsti dalle linee guida. A tale scopo, però, consigliamo vivamente la lettura della guida di riferimento ufficiale: How to meet WCAG: quick reference, che fornisce una trattazione estremamente specifica e precisa di questi aspetti.

Conclusioni

Per il momento è tutto: ci auguriamo che questo approfondimento possa aiutare i project manager e gli sviluppatori software interessati ad adottare metodologie inclusive a orientare i propri progetti in tal senso prendendo come riferimento le modalità implementative suggerite dalle linee guida che abbiamo fatto del nostro meglio per presentare.

Riferimenti

 

 

About Ryan

IT Project Manager, Web Interface Architect e Lead Developer di numerosi siti e servizi web ad alto traffico in Italia e in Europa. Dal 2010 si occupa anche della progettazione di App e giochi per dispositivi Android, iOS e Mobile Phone per conto di numerose società italiane. Microsoft MVP for Development Technologies dal 2018.

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