Project Management: PMBOK, ISO 21500, Agile e best practice Panoramica delle principali metodologie di project management diffuse in Italia e nel mondo: PMBOK, ISO 21500, CMMI-DEV, COBIT, ITIL e framework agile

Compliance Project Management Best Practices - Plan, Do, Check, Act (PDCA)

Il project management, termine traducibile in italiano come gestione di progetto, è un insieme di attività di back office e front office  finalizzate all’analisi, progettazione, pianificazione e realizzazione degli obiettivi di un progetto, in tutte le sue caratteristiche e fasi evolutive e nel rispetto di precisi vincoli organizzativi e procedurali.

Chiunque abbia studiato project management non può non aver sentito parlare del Project Management Body of Knowledge, noto anche come PMBOK: un testo realizzato dal Project Management Institute (PMI) e costantemente aggiornato nel corso degli anni, considerato a pieno titolo il punto di riferimento procedurale del project management fin dal 1987, anno di pubblicazione della sua prima edizione.

PMBOK e ISO 21500:2012

I concetti principali della metodologia descritta all’interno del PMBOK è stata formalizzata nel 2012 all’interno della ISO 21500:2012 – Project Management, pubblicata per la prima volta in Italia nel 2013: a differenza del PMBOK, che descrive dettagliatamente input, output, strumenti e tecniche dei processi, la ISO si limita a riassumere i concetti fondamentali di alto livello, suddivisi nel PMBOK in 10 aree di conoscenza (corrispondenti ai subject groups della ISO) e 5 gruppi di processi (corrispondenti ai process groups della ISO).

Aree di conoscenza (subject groups)

Segue una lista delle aree di conoscenza (e, tra parentesi, i subject group corrispondenti):

  1. Gestione dell’integrazione di progetto (integration)
  2. Gestione dell’ambito di progetto (scope)
  3. Gestione dei tempi di progetto (time)
  4. Gestione dei costi di progetto (cost)
  5. Gestione della qualità di progetto (quality)
  6. Gestione delle risorse umane (resource)
  7. Gestione delle comunicazioni di progetto (communication)
  8. Gestione dei rischi di progetto (risk)
  9. Gestione dell’approvvigionamento di progetto (procurement)
  10. Gestione degli stakeholder di progetto (stakeholder)

Gruppi di processi (process groups)

I gruppi di processi sono (process groups tra parentesi):

  1. Avvio (initiating)
  2. Pianificazione (planning)
  3. Esecuzione (implementing)
  4. Monitoraggio e controllo (controlling)
  5. Chiusura (closing)

Uno standard internazionale

L’ufficializzazione del PMBOK da riferimento della community internazionale dei project managers a norma ovvero standard in senso ISO sancisce e rafforza l’ormai definita convergenza delle pratiche ad opera della community di professionisti e operatori, nell’ambito delle organizzazioni in cui operano in tutto il mondo. La presenza di uno standard unico riconosciuto a livello internazionale valorizza le competenze professionali del Project Management, rendendola una delle professioni più prestigiose (e maggiormente definite a livello mondiale) all’interno della disciplina del Management.

Best practices

Quella descritta all’interno del Project Management Body of Knowledge e ribadita dalla ISO 21500:2012 non è l’unica metodologia possibile con cui è possibile affrontare la gestione dei progetti: al contrario, esistono una serie di approcci che possono essere utilizzati in modo parallelo per rispondere ad esigenze di controllo di ulteriori processi relativi al progetto, come ad esempio: lo sviluppo software, ICT governance, gestione del servizio, approvvigionamento delle risorse, e altri aspetti collegati. Di seguito ne riportiamo alcune tra le più diffuse in italia all’interno delle organizzazioni pubbliche e private medio-grandi.

CMMI-DEV

Acronimo di Capability Maturity Model Integration for Development. E’ un modello di definizione e valutazione dell’efficacia dei processi afferenti all’ingegneria del software (sviluppo, manutenzione, integrazione di software applicativo) o dei sistemi, che ne definisce un approccio al miglioramento. Il CMMI può aiutare per l’integrazione fra le funzioni di un’organizzazione, per fissare obiettivi di miglioramento, per ridurre i rischi di progetto. Si basa una specializzazione del Capability Maturity Model (CMM) originariamente sviluppato dal Software Engineering Institute (SEI), un ente di ricerca e sviluppo, finanziato dal governo federale degli Stati Uniti d’America e affiliato alla Carnegie Mellon University (CMU). In particolare, la parte CMMI-DEV v1.2 definisce un insieme di aree di processo critiche (Process Area, PA), che consentano, quando siano propriamente implementate, di definire e migliorare i processi di un’organizzazione dedita alla realizzazione di prodotti software ICT.

COBIT

Acronimo di Control OBjectives for Information and related Technology. E’ un sistema di best practice finalizzate al governo ed il controllo dei sistemi informatici (Information Technology Governance) redatto dall’Information Systems Audit and Control Association (ISACA) e successivamente gestito dall’IT Governance Institute (ITGI). Fornisce un quadro di riferimento fatto di domini e processi e presenta le attività in una struttura gestibile e logica. Le buone pratiche contenute in COBIT sono condivise dagli esperti e riguardano principalmente il controllo piuttosto che gli aspetti operativi con l’intento di fornire un riferimento con valenza generalizzata che raccoglie le migliori prassi nella gestione e Governance dell’ICT, senza particolari specificità ad ambiti di mercato o settori industriali.

ITIL

Acronimo di Information Technology Infrastructure Library. E’ una raccolta di best practice, ispirate dalla pratica per la gestione dei servizi ICT e fornisce una descrizione dettagliata di importanti pratiche, con cheklist complete, compiti, procedure e responsabilità. ITIL è caratterizzato da un approccio innovativo, che privilegia l’utilizzabilità rispetto all’organicità ed omogeneità della trattazione. Ad alto livello ITIL è focalizzato sulle componenti della gestione del Servizio e su come queste sono tra loro correlate. Il ciclo di vita dei Servizi è caratterizzato da cinque fasi, ciascuna trattata all’interno di uno specifico volume di ITIL:

  • Service Strategy
  • Service Design
  • Service Transition
  • Service Operation
  • Continual Service Improvement

Ogni fase del ciclo di vita è caratterizzata da degli obiettivi che, partendo dalla definizione delle strategie, si fanno sempre più operativi. Ogni volume di ITIL è una raccolta di migliori pratiche, molto spesso organizzate come processi, omogenee da punto di vista delle finalità, che complessivamente hanno come riferimento cardinale la soddisfazione del business e del cliente. Non esistono dirette certificazioni aziendali di conformità ad ITIL, di fatto tale certificazione è assolta dalla ISO 20000. Tuttavia esistono certificazioni professionali, articolate in più livelli, rilasciate da Organizzazioni di Training accreditate, attestanti il livello di competenze ed expertise.

Un approccio “agile”

A partire dai primi anni 2000 il mondo del project management, soprattutto quello relativo alla gestione dei progetti in ambito ICT, è scosso dall’imporsi di un nuovo paradigma di gestione del ciclo di sviluppo: si tratta della metodologia agile, che – in ambito software – è ulteriormente declinato in Agile Software Development (ASD). Questo nuovo approccio, introdotto formalmente nel 2001 con la pubblicazione del Manifesto for Agile Software Development, propone l’adozione di una serie di tecniche basate su un insieme di principi comuni, tra cui:

  • Formazione di team di sviluppo piccoli, poli-funzionali e auto-organizzati (full-stack development)
  • Sviluppo iterativo e incrementale, in opposizione al modello a cascata (waterfall).
  • Approccio destrutturato e focalizzato sull’obiettivo di ottenere rilasci rapidi e frequenti.
  • Pianificazione adattiva basata su un coinvolgimento continuo di tutti gli attori coinvolti, stakeholder compresi (continuous feedback).

Esempi di metodologie e framework agile diffusi ad oggi:

  • Agile Unified Process
  • Adaptive Software Development
  • Crystal
  • Dynamic Systems Development Method
  • Extreme programming
  • Feature Driven Development
  • Lean software development
  • Scrum
  • Kanban

Per maggiori approfondimenti su queste metodologie consigliamo i seguenti articoli:

Conclusione

Per il momento è tutto: ci auguriamo che questa breve panoramica delle principali metodologie di project management possa essere d’aiuto a quanti desiderano avvicinarsi a questa bellissima e interessante professione.

 

About Ryan

IT Project Manager, Web Interface Architect e Lead Developer di numerosi siti e servizi web ad alto traffico in Italia e in Europa. Dal 2010 si occupa anche della progettazione di App e giochi per dispositivi Android, iOS e Mobile Phone per conto di numerose società italiane. Microsoft MVP for Development Technologies dal 2018.

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