Open Access: modalità di pubblicazione e vantaggi Le principali modalità a disposizione dei ricercatori per rendere "aperta" la propria ricerca e i vantaggi che tale scelta comporta per la collettività

Open Access: modalità di pubblicazione e vantaggi

Questo articolo, pubblicato a pochi giorni di distanza dall’approfondimento dedicato ai tre pilastri dell’Open Culture (Open Source, Open Content e Open Access), intende fornire un ulteriore contributo a quanto affermato in precedenza in tema di Open Access.

In particolare, ci dedicheremo ad analizzare le due principali modalità a disposizione dei moderni ricercatori per rendere open i risultati di una ricerca, rispettivamente note come gold road e green road; una volta fatto questo, proveremo a riassumere i vantaggi che comporta l’adozione della strategia Open Access in termini di contributo al progresso scientifico mondiale e, di conseguenza, alla collettività.

La Pubblicazione (gold road)

Tra le due modalità a disposizione del ricercatore per rendere la propria ricerca Open Access quella ad oggi più efficace è certamente la pubblicazione, nota anche come gold road. Tale pubblicazione avviene su riviste specializzate nella distribuzione di contenuti Open Access e può comportare il pagamento delle spese di pubblicazione (Article Processing Charges, note anche come APC) necessarie per coprire i costi degli editori; si tratta dunque di un modello economico che prevede l’auto-finanziamento da parte dei ricercatori, in quanto non si regge sulla vendita abbonamenti come le riviste convenzionali. Nei casi in cui le APC non sono previste sono solitamente altri enti – come ad esempio i consorzi di biblioteche – a finanziare la pubblicazione.

Il vantaggio principale di questo modello economico, rispetto a quello delle pubblicazioni scientifiche tradizionali, è che le APC – che vengono pagate una tantum da ciascun autore – vengono pagate una singola volta per tutte le copie che vengono prodotte, senza quindi prevedere il pagamento di costosi abbonamenti per ciascun ateneo. Inoltre, le riviste Open Access possono spesso beneficiare di una peer review più trasparente, in quanto priva di possibili pregiudiziali di tipo economico che possono invece viziare le valutazioni delle riviste a pagamento.

Il Deposito (green road)

Una modalità alternativa per diffondere i risultati di una ricerca in modalità Open Access è quella del deposito, conosciuto anche come green road. In questo caso l’autore pubblica le varie tappe del suo lavoro sulle riviste tradizionali (pre-print), per poi rendere disponibile la versione finale e completa (post-print) depositandola in archivi Open Access. Insieme al testo completo l’autore si impegna a pubblicare anche i relativi metadati e a fornire una concessione gratuita, irrevocabile ed universale a tutti gli utilizzatori del diritto d’accesso.

Questa modalità, oltre ad essere accessibile a costo zero, ha l’enorme vantaggio di consentire all’autore di non dover cambiare sede editoriale, e l’unico svantaggio di essere più lenta, in quanto la rivista che ospita la versione iniziale della ricerca richiede tipicamente alcuni mesi di “embargo”, nel corso dei quali l’articolo – pur depositato – non è visibile al pubblico.

Un esempio virtuoso: CINECA

Un esempio virtuoso di repository Open Access istituzionale italiano presso il quale praticare la green road è CINECA, un consorzio interuniversitario italiano senza scopo di lucro a cui aderiscono 69 università italiane, otto enti nazionali di ricerca, due policlinici, l’ANVUR e il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca. L’obiettivo di CINECA, fin dalla sua fondazione (luglio 1967), è quello di fornire alle università italiane le tecnologie più potenti e all’avanguardia disponibili sul mercato per lo sviluppo della ricerca scientifica: dall’acquisto del primo supercomputer si è rapidamente passati alla fornitura di servizi, mettendo a disposizione della ricerca sistemi gestionali e amministrativi per le università, la pubblica amministrazione e i privati.

CINECA è stato protagonista nel rendere possibile lo sviluppo dei principi e delle tecniche del movimento OA in Italia, mettendo a disposizione dei ricercatori e delle università gli strumenti e i servizi necessari per la creazione di repositories istituzionali, diventando infrastruttura per la pubblicazione di riviste accademico-scientifiche ad accesso aperto.

Il contributo di Cineca all’accesso aperto ha portato alla sviluppo di IRIS, una piattaforma di gestione dei dati della ricerca che contiene diversi moduli fra cui gli open archives delle singole università, repositories che raccolgono la produzione scientifica delle comunità accademiche. E’ proprio tramite IRIS che è possibile depositare le pubblicazioni in un archivio aperto, massimizzandone la diffusione e condividendole con l’intera comunità scientifica nazionale e internazionale.

Due strade che si intrecciano

E’ importante chiarire che la gold road e la green road possono essere percorse contemporaneamente: esistono infatti delle realtà, come ad esempio l’archivio dell’Università di Milano, in cui è possibile caricare sia il pre-print che il post-print: in questo modo l’autore potrà sfruttare appieno tutti i vantaggi della metodologia Open Access, rendendo immediatamente disponibile la propria ricerca sia sulle riviste che negli archivi e ottenendo così un sicuro guadagno in termini di visibilità.

I vantaggi dell’Open Access

I benefici della strategia open access in termini di contributo al progresso scientifico internazionale sono evidenti: poiché la scienza è un processo cumulativo, mettere i risultati delle ricerche a disposizione di tutti garantisce un effetto benefico sui processi che determinano l’evoluzione della conoscenza. Avere i risultati liberamente disponibili favorisce anche l’approccio interdisciplinare, strumento essenziale per rispondere alle odierne sfide globali come ad esempio l’inquinamento o il cambiamento climatico.

La presenza di un gran numero di dati a disposizione, resi attendibili da una peer review più obiettiva e indipendente possibile, rende inoltre la scienza più solida e riproducibile e aumenta la possibilità di estrarre valore dagli stessi (si veda a tal proposito i nostri approfondimenti sulla Data Science e sul Machine Learning).

In ultimo, è opportuno ricordare che la filosofia open access si basa sul principio “etico” secondo cui i risultati delle ricerche finanziate con i fondi pubblici devono essere pubblicamente disponibili, andandosi dunque a sovrapporre al concetto di open data e a un più generale concetto di open government: una impostazione che può determinare un vantaggio enorme anche in termini di trasparenza sull’uso di denaro pubblico.

Sui vantaggi dell’open access per i ricercatori abbiamo già accennato qualcosa in termini di visibilità: è infatti probabile che la circolazione dei lavori garantita dalle due “strade” descritte nei paragrafi precedenti – in particolar modo se percorse in parallelo – comporterà un incremento di citazioni e un maggiore riconoscimento delle competenze:in altre parole si avrà un ritorno in termini di prestigio, che probabilmente costituisce la cosa più preziosa che un autore di articoli scientifici può ottenere, specie se si considera che normalmente non è un lavoro che viene retribuito economicamente.

Vi sono poi alcuni vantaggi anche per i finanziatori: la circolazione di una ricerca che si rivela fondamentale, che si impone come autorevole all’interno della comunità scientifica o che comporta una scoperta innovativa può tradursi in un maggior ritorno sugli investimenti.

Ma i vantaggi più grandi sono indubbiamente quelli di cui beneficia la collettività: per la società intera, l’accesso ai risultati delle ricerche ha benefici incalcolabili, specialmente per chi – si pensi alle piccole e medie imprese, nonché alla maggior parte delle scuole e dei liberi professionisti – non avrebbe modo di permettersi abbonamenti troppo costosi: una galassia di medici, insegnanti e scienziati indipendenti che grazie alle pubblicazioni open access la possibilità di aggiornarsi a costo zero.

Questa incredibile opportunità non è sfuggita alla Commissione Europea, che non a caso ha compiuto una scelta decisa verso la Open Science con l’obiettivo di rendere la ricerca scientifica al servizio dell’innovazione e della crescita; tale impegno si sta concretizzando in questi ultimi anni con il completamento della European Open Science Cloud (EOSC), una piattaforma cloud-based liberamente accessibile online in cui è possibile consultare i dati prodotti dalle ricerche scientifiche dei ricercatori europei.

 

About Ryan

IT Project Manager, Web Interface Architect e Lead Developer di numerosi siti e servizi web ad alto traffico in Italia e in Europa. Dal 2010 si occupa anche della progettazione di App e giochi per dispositivi Android, iOS e Mobile Phone per conto di numerose società italiane. Microsoft MVP for Development Technologies dal 2018.

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