Google Chrome disabilita Java e Silverlight ma è possibile riattivarli fino a settembre

Google Chrome disabilita Java e Silverlight ma è possibile riattivarli fino a settembre

Con il rilascio della versione 42 del browser Google Chrome il colosso di Mountain View ha introdotto una serie di novità a livello di funzionalità e sicurezza che hanno generato non poche discussioni nelle ultime settimane. Al centro del dibattito il nuovo sistema di notifiche intelligenti e la disabilitazione dei plugin NPAPI, quest’ultimo particolarmente sofferto da una cospicua parte di utenza. Vediamo insieme le nuove modifiche e quali modifiche occorre effettuare al nostro sistema per gestirle nel modo opportuno.

Notifiche intelligenti

La versione 42 di Google Chrome introduce l’implementazione di due nuovi standard (Push API e Notifications API) mediante i quali i siti e servizi web visitati avranno la possibilità di inviare notifiche ai loro utenti anche qualora questi ultimi abbiano chiuso tutte le pagine web ad essi relativi. Si tratta indubbiamente di una novità di rilievo, che ha già raccolto diverse polemiche in relazione al possibile impatto sulla privacy dell’utente e, soprattutto, al timore che queste pratiche di notifiche porteranno a un incremento dell’invasività di molti servizi. In risposta a queste preoccupazioni Google, in un apposito articolo dedicato alla nuova funzionalità, assicura che l’utente avrà sempre la possibilità di regolare il funzionamento delle notifiche push, negando l’autorizzazione o disattivando quelle indesiderate.

Il servizio è basato sul noto framework Google Cloud Messaging (GSM), lo stesso strumento che da anni gestisce il sistema di notifiche Android per tutti i dispositivi mobili.

 

Addio a NPAPI (e ai suoi plugin)

 

L’intenzione di Google di togliere il supporto ai plugin basati sul Netscape Plug-in Application Programming Interface (NPAPI) è nota da anni: il primo articolo sull’argomento, che di fatto sancisce una data di scadenza prossima ventura per questo tipo di tecnologia, è datato settembre 2013. Il promemoria è stato ribadito nel novembre dell’anno successivo con un articolo in cui veniva fornita una vera e propria roadmap destinata ad attuarsi nei mesi successivi.

I tecnici di Google sono stati di parola: ad aprile 2015 il supporto per i vecchi plugin basati su NPAPI è stato disabilitato. I motivi di questa scelta sono molteplici: oltre alle ovvie considerazioni di sicurezza e stabilità, per le quali rimandiamo agli articoli del colosso di Mountain View, è evidente la scelta di Google di spingere il mercato verso le proprie specifiche proprietarie, note come Pepper Plugin-in Application Programming Interface (PPAPI) e introdotte nel 2009 come evoluzione del framework NPAPI.

Il risultato di tutto questo è che molti plugin basati su NPAPI che hanno fatto la storia del Web hanno smesso di funzionare su Chrome: tra questi, i due esempi più illustri e diffusi sono Java e Silverlight, per i quali non esiste ad oggi – a differenza di Adobe Flash – un’alternativa PPAPI.

L’utente che ha ancora bisogno di utilizzare applicativi Java o Silverlight, quest’ultimo utilizzatissimo in Italia grazie agli accordi presi tra Microsoft e le principali piattaforme di intrattenimento multimediale come RAI, Mediaset e Sky, si troverà presto costretto a migrare su browser alternativi come Firefox (Mozilla), Safari (Apple) o  Internet Explorer (Microsoft). E’ però possibile “rimandare a settembre” questa migrazione utilizzando il workaround descritto nel paragrafo successivo, che consente di abilitare nuovamente il supporto NPAPI sul browser Chrome.

Come riabilitare il supporto NPAPI su Google Chrome

Il supporto NPAPI, disabilitato per impostazione predefinita su Chrome v42 e successive, è riattivabile digitando il seguente URL sulla barra degli indirizzi:
e cliccando sul pulsante Abilita posto al di sotto alla prima voce dell’elenco risultante.

chrome.enable.npapi.java.silverlight

 

Questo workaround sarà disponibile fino a settembre, mese in cui è previsto il lancio della versione 45 di Google Chrome: da quel momento in poi, la funzionalità NPAPI sarà permanentemente rimossa dal browser.

 

 

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Sviluppatore, analista di progetto, web designer, divulgatore informatico. Lavora come IT Architect per il design e lo sviluppo di siti, servizi, interfacce e applicazioni web e per dispositivi mobili.

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