Quando l’affiliate marketing diventa una truffa: ENI e il mercato libero dell’energia Le telefonate dei promotori commerciali che cercano di sfruttare a loro vantaggio le falle normative connesse alla liberalizzazione del mercato dell'energia elettrica mostrano una miseria intellettuale e morale sempre più marcata: cosa abbiamo fatto per meritarci un sistema così drammaticamente privo di tutele e garanzie?

Quando l'affiliate marketing diventa una truffa: ENI e il mercato libero dell'energia

Oggi ho ricevuto l’ennesima telefonata da parte dei soliti imbroglioni che dicono di chiamare per conto di ENI e propongono cambi contrattuali e tariffe più vantaggiose: sarebbe bello se ENI, anziché prodursi in improbabili campagne di marketing sul  rispetto dell’ambiente volte a occultare i comprovati abusi ambientali, prendesse qualche provvedimento serio contro questi truffatori che, pur di chiudere qualche contratto e incassare la relativa commissione, non si fanno scrupoli a infangare il nome della loro azienda.

Quando l'affiliate marketing diventa una truffa: ENI e il mercato libero dell'energia
Uno dei tanti subvertising che girano in rete per prendere in giro il tentativo di ENI di affrancarsi come azienda che pensa all’ambiente, con l’obiettivo di nascondere una realtà di abusi e disastri ambientali.

Il problema è che se le cose restano come sono oggi non lo faranno mai, per un motivo estremamente semplice da comprendere per chiunque conosca i meccanismi alla base del marketing affiliativo su cui sono basate queste pseudo-truffe: ci guadagnano. Nella maggior parte dei casi queste telefonate arrivano da agenzie che, a seguito di un controllo, risultano essere addirittura registrate come rivenditori autorizzati.

Come è possibile aver concepito un sistema del genere, che consente a un rivenditore affiliato di raccontare ogni genere di storia al cliente pur di generare “lead” sui potenziali utenti?

La risposta a questa domanda è da ricercare nelle modalità pedestri con cui è stato implementato il cosiddetto “mercato libero dell’energia”: libero, ahimé, soltanto per il fine economico delle imprese private, che viene spesso perseguito senza farsi scrupoli di sorta.

Quando l'affiliate marketing diventa una truffa: ENI e il mercato libero dell'energia
Gran parte dei danni ambientali sono legati a una fuoriuscita di petrolio che si è verificata tra agosto e novembre 2016 e che ha causato l’inquinamento di acque e sottosuolo su circa 26mila metri quadri di territorio. Secondo l’accusa il dirigente ENI che si occupa della gestione dell’impianto sapeva delle perdite dei serbatoi di stoccaggio del greggio, segnalate già dal 2012, e non avrebbe detto né fatto nulla per evitare che la situazione peggiorasse. fonte: https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/10/10/centro-oli-eni-val-dagri-lex-responsabile-a-processo-per-disastro-ambientale-disposto-il-giudizio-immediato-si-inizia-il-28-ottobre/5507729/

Ovviamente, come sempre quando si dà retta ai profeti del mercato e si “liberalizza” una fornitura, NULLA è stato fatto per garantire al consumatore uno straccio di tutela contro questi comportamenti. Mi chiedo quante persone fragili vengano turlupinate ogni anno per colpa di chi ha compiuto questa liberalizzazione del mercato dell’energia elettrica, legiferando talmente male da consentire la somministrazione di truffe del genere alla luce del sole.

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Il processo ai danni di Enrico Trovato è stato rinviato a settembre 2021. fonte: https://www.basilicata24.it/2020/09/processo-petrolgate-2-rinviato-a-settembre-2021-eni-cerca-una-via-duscita-83795/

Tariffe ridotte “per via del COVID19”

Una delle cose che ho trovato più aberranti in questa breve telefonata è il fatto che, nella foga di convincermi ad accettare il colloquio con il loro consulente, questi pseudo-truffatori hanno addirittura osato dire che l’opportunità di pagare meno era dovuta alla volontà di ENI (di cui loro sono fieri di essere “consulenti certificati”) di fare degli sconti per via dei disagi legati alla situazione emergenziale connessa all’epidemia di COVID19 attualmente in corso: rendiamoci conto della miseria intellettuale e morale di queste persone, che non esitano a sfruttare persino la pandemia pur di portare avanti i loro sporchi affari.

Tutto ciò premesso, ritengo che il minimo che si possa pretendere è che ENI e le aziende similari, che alla fine della fiera ricevono da questi ignobili meccanismi di affiliate marketing la loro parte di guadagno, siano in qualche modo obbligate a rispondere di questo scempio. In tal senso, una ipotesi da valutare potrebbe essere quella di rivedere completamente le modalità di somministrazione e sottoscrizione dei contratti, impedendo ogni forma di marketing territoriale o vincolando questa pratica a una conferma obbligata e immediata da parte dell’advertiser.

In ogni caso ritengo che sia urgente fare qualcosa per regolamentare questa giungla liberista. Se pensiamo a tutti gli anziani e altri interlocutori “fragili” che ogni anno vengono turlupinati da questi pseudo-truffatori, dovrebbe ragionevolmente venirci il voltastomaco: quand’è che riusciremo a liberarci da questi ignobili soprusi?

Quando l'affiliate marketing diventa una truffa: ENI e il mercato libero dell'energia

 

About Ryan

IT Project Manager, Web Interface Architect e Lead Developer di numerosi siti e servizi web ad alto traffico in Italia e in Europa. Dal 2010 si occupa anche della progettazione di App e giochi per dispositivi Android, iOS e Mobile Phone per conto di numerose società italiane. Microsoft MVP for Development Technologies dal 2018.

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