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Come eliminare il limite di 255-260 caratteri nei path di file e cartelle in Windows 10

Introduzione

Se siete sviluppatori, sistemisti o utenti esperti in ambiente Windows è molto probabile che siate già al corrente della fastidiosa limitazione a 255-260 caratteri della dimensione di qualsiasi path di sistema – ovvero del percorso di file e cartelle. Nel caso in cui non ne abbiate mai sentito parlare, ecco un breve riepilogo:

In the Windows API (with some exceptions discussed in the following paragraphs), the maximum length for a path is MAX_PATH, which is defined as 260 characters. A local path is structured in the following order: drive letter, colon, backslash, name components separated by backslashes, and a terminating null character. For example, the maximum path on drive D is “D:\some 256-character path string<NUL>” where “<NUL>” represents the invisible terminating null character for the current system codepage. (The characters < > are used here for visual clarity and cannot be part of a valid path string.) [extract from this MSDN official guide].

A ben vedere si tratta di una singolare caratteristica residuale del filesystem NTFS, che oggi come oggi non ha più senso. Al tempo stesso non si tratta di un problema che riguarda la maggior parte degli utenti standard, che raramente avranno bisogno di creare strutture di cartelle annidate così lunghe.

Le cose cambiano non poco per gli sviluppatori e gli amministratori di sistema che hanno necessità di lavorare con strumenti pensati in ottica Linux, come ad esempio il package manager NPM, il quale viene utilizzato per distribuire numerosi software e librerie che fanno un largo uso di cartelle annidate: NodeJS, AngularJS, Angular2, React, SystemJS, solo per citarne alcuni. Le cose si aggravano ulteriormente se questi strumenti vengono utilizzati all’interno di Visual Studio 2015, il quale aggiunge la propria struttura (cartella soluzione + cartella progetto + altre sotto-cartelle come /src/ , /bin/ , /node_modules/  et. al.), che aumentano a dismisura le possibilità di raggiungere il suddetto limite.

 

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Restart on Crash, uno strumento per riavviare automaticamente applicazioni, programmi e servizi che smettono di funzionare

Uno dei compiti più importanti di un amministratore di sistema è quello di assicurare il funzionamento costante di determinati applicativi sulle macchine che lavorano in modalità always-on: web server, servizi FTP, database o anche programmi e applicazioni desktop che svolgono funzioni di utilità varia. La maggior parte di questi servizi prevede un sistema di auto-monitoring che, in caso di problemi, può essere configurato per riavviare automaticamente i propri servizi e/o avvisare altri applicativi di monitoring che possono farlo: esistono però molte applicazioni che non hanno questa funzionalità e che quindi “muoiono” senza alcuna possibilità ripartire e, quel che è peggio, senza dare alcun tipo di avviso.

Nella maggior parte dei casi si tratta di piccole applicazioni sviluppate internamente e/o pensate per un utilizzo diverso da quello che se ne fa. Questo aggrava ulteriormente le cose: nella maggior parte dei casi, un software pensato per essere utilizzato occasionalmente non è dotato delle caratteristiche necessarie per poter funzionare in modalità always-on e sarà quindi maggiormente soggetto a crash periodici, magari per via di una gestione non ottimale della memoria o dei thread. Un vero e proprio incubo per qualsiasi amministratore di sistema, che rischia di dover svolgere una onerosa, frequente e altamente insicura attività di monitor e riavvio manuale.

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Visualizzare il percorso del file eseguibile di un processo di Windows

Recuperare le informazioni relative al PATH dell’eseguibile di un processo attivo su una macchina Windows può essere utile in molti casi, ad esempio quando si sospetta la presenza di un Malware o, più semplicemente, se si desidera acquisire maggiori informazioni sugli applicativi in esecuzione sul proprio sistema.

 

In tutte le ultime versioni di Windows è possibile recuperare questa informazione direttamente tramite l’interfaccia utente fornita dal Task Manager (in italiano Gestione Attività), il quale contiene una pratica tab Processi mediante la quale è possibile accedere alle Proprietà di ciascun processo in esecuzione: è sufficiente fare click con il tasto destro sul processo che ci interessa e selezionare Proprietà nel menu contestuale. Da Windows 7 in poi è possibile fare la stessa cosa anche tramite la nuova tab Dettagli, che mostra i processi in esecuzione in modo ancora più dettagliato.

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Windows 10: disabilitare il restart automatico dopo Windows Update

A grande richiesta, aggiorno questo articolo su Windows Update pubblicato precedentemente per Windows 8 alla versione per Windows 10.

Una delle cose che più infastidisce dello strumento Windows Update è quando, subito dopo l’avvenuta installazione degli aggiornamenti, viene introdotto a forza un countdown, non cancellabile dall’utente eventualmente loggato, al termine del quale il computer subisce un inevitabile riavvio. Ci riferiamo ovviamente alla temibile frase “Il PC sarà riavviato in XX minuti, YY secondi“, che costringe spesso a salvare i file aperti, chiudere tutte le applicazioni e mettersi in attesa per non rischiare di perdere il proprio lavoro.

Fortunatamente esistono alcuni modi sia per prevenire – o per meglio dire disattivare – questo comportamento, a seconda della versione di Windows in uso, che per interrompere il countdown prima che sia troppo tardi: vediamo quali sono.

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hMailServer – Mail Server open-source per Windows con gestione POP3, SMTP, IMAP, AntiVirus/AntiSpam e altro

Una delle necessità più frequenti quando si acquista un server dedicato è quella di gestire in proprio gli indirizzi e-mail relativi ai propri domini web. I principali software di gestione MHS (acronimo per message-handling services, ovvero servizi per la gestione di messaggi) sono:

Salta subito all’occhio che questi software, che messi assieme coprono oltre l’80% dei server web su scala mondiale, possono essere raggruppati in due categorie principali: per sistemi Unix oppure a pagamento.

Cosa possiamo fare se il nostro server dedicato è sotto Windows? La risposta è molto semplice: ci prepariamo ad acquistare una licenza di Microsoft Exchange oppure rivolgiamo le nostre attenzioni a hSendMail, un interessantissimo Mail Server gratuito per Windows sviluppato da Martin Knafve e recentemente reso disponibile su licenza AGPL.

Nel caso in cui siate interessati ad approfondire la seconda ipotesi, vi invitiamo a proseguire la lettura.

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