Data Transfer Project – Google, Twitter, Microsoft e Facebook Cos'è e come funziona il Data Transfer Project, la nuova iniziativa di Google, Twitter, Microsoft e Facebook per garantire il Diritto alla Portabilità dei Dati previsto dal GDPR

Data Transfer Project - Google, Twitter, Microsoft e Facebook

Facebook, Google, Microsoft e Twitter hanno annunciato venerdì 20 luglio l’avvio del progetto Data Transfer Project (DTP), un’iniziativa sviluppata in modo congiunto per creare una piattaforma comune di portabilità dei dati open-source e service-to-service che consentirà ai loro utenti – e agli utenti degli altri siti e servizi aderenti – di trasferire facilmente i propri dati da una piattaforma all’altra.

Si tratta senza ombra di dubbio della prima grande iniziativa sviluppata dai big della rete a seguito dell’entrata in vigore del GDPR e del Diritto alla Portabilità dei Dati (art. 20 – Right to Data Portability). Il progtto è motivo di particolare interesse per almeno due motivi:

  • La dimostrazione di come sia possibile – e auspicabile – che le piattaforme leader di mercato che basano i propri servizi sulla raccolta dei dati personali diano attuazione alla normativa attraverso la creazione di interfacce e tavoli di lavoro comuni.
  • La natura open-source dell’iniziativa, che lascia ben sperare nella possibilità che altre piattaforme adottino la medesima tecnologia e contribuiscano a creare una rete interconnessa, a tutto vantaggio degli utenti finali che, auspicabilmente, avranno la possibilità di esercitare i propri diritti attraverso un’interfaccia centralizzata, semplice da comprendere e da utilizzare.

Il progetto è stato annunciato per la prima volta da Google all’interno di questo post sul sito opensource.googleblog.com, il blog dedicato alle ultime notizie a tema open-source dell’azienda di Mountain View: nella descrizione del progetto viene chiarito come il trasferimento dei dati avverrà in modalità service-to-service, ovvero senza che gli utenti debbano farsi carico delle attività di download e upload.

La notizia è stata rilanciata anche da Microsoft in questo post pubblicato sul suo EU Policy Blog, ribadendo l’invito ad altre aziende a partecipare al progetto al fine di garantire  agli utenti uno standard di settore per la portabilità dei dati, a tutto vantaggio di un miglior regime di concorrenza tra i vari provider di servizi.

Difficile immaginare che questi inviti non siano rivolti anche e soprattutto all’unica big di settore che manca ancora all’appello: parliamo ovviamente di Apple, dalle cui segrete stanze non traspare ancora alcuna notizia in merito agli adeguamenti previsti dal GDPR in merito alla Data Portability al di là di quanto previsto dal Data & Privacy Portal rilasciato il 23 maggio scorso: ci auguriamo che questa mancanza venga colmata nei prossimi giorni, magari proprio attraverso l’adesione dell’azienda di Cupertino a questa promettente iniziativa.

Per maggiori informazioni, consigliamo di dare un’occhiata ai seguenti link:

Questo articolo fa parte di una serie di approfondimenti e riflessioni sul GDPR e sulle modalità di applicazione del Nuovo Regolamento Europeo della Protezione dei Dati in Italia, con focus specifico sulla compliance rispetto alla normativa previgente in materia civile e penale. Leggi gli altri articoli.

 

 

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IT Project Manager, Web Interface Architect e Lead Developer di numerosi siti e servizi web ad alto traffico in Italia e in Europa. Dal 2010 si occupa anche della progettazione di App e giochi per dispositivi Android, iOS e Mobile Phone per conto di numerose società italiane.

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