Contenuti indesiderati e Malvertising su AdSense: GiornaleGiornaliero e altri disastri

Uno degli incubi peggiori degli utilizzatori della piattaforma AdSense è il costante abuso che certi inserzionisti dall’attitudine evidentemente truffaldina fanno dell’ottimo servizio offerto da Google nel tentativo di veicolare i loro annunci per il web. Si tratta del cosiddetto Malvertising, termine che descrive efficacemente le tecniche utilizzate per sfruttare a proprio vantaggio – nonché a discapito dei webmaster e dei loro utenti – il funzionamento degli annunci di AdSense e piattaforme similari.

L’ultimo arrivato in questa selva oscura di siti-civetta e hoax a scopo di lucro è GiornaleGiornaliero.com, un sito di disinformazione registrato a nome della società americana Active Food Supplements Limited (Broward, Florida) che propone una serie di articoli – anche in italiano, se così può definirsi il risultato di un mediocre autotranslate – volti a tessere le lodi delle solite pillole miracolose che consentono di perdere peso, curare l’impotenza e così via.

Non sentiamo il bisogno di addentrarci nei contenuti proposti: basti sapere che non c’è da credere a una sola parola di quanto scritto. Vediamo piuttosto come liberare il nostro sito da questa ricorrente tipologia di inserzionisti parassiti.

La prima cosa da fare è definire quello che nella terminologia giuridica è detto l’elemento oggettivo. Nel caso specifico abbiamo una violazione delle norme del programma AdSense riscontrabile in almeno tre punti:

  • Incoraggiamento a fare clic: non è possibile incoraggiare gli utenti a fare clic sugli annunci Google tramite frasi quali “fai clic sugli annunci”, “sostienici”, “visita questi link” o altre espressioni simili, come i vari “leggi di più” oppure “clicca per leggere l’articolo”.
  • Norme relative ai contenuti: non è possibile pubblicare contenuti pornografici o destinati a un pubblico adulto, come immagini di donne in abiti discinti e in evidente atteggiamento malizioso ovvero pillole per incrementare le proprie prestazioni sessuali.
  • Redirect non autorizzati: non è possibile pubblicare annunci che reindirizzino a un sito sul quale sia impostato a sua volta un redirect a un altro sito.

La compresenza di contenuti non consentiti, comunicazione fuorviante e tecniche di implementazione ingannevoli fa capire che l’inserzionista in questione opera in evidente malafede. Vediamo come difenderci.

 

Bloccare il sito indesiderato sul proprio account AdSense

Il pannello di gestione AdSense è dotato di una sezione apposita, denominata Consenti e blocca Annunci, che consente di impedire la pubblicazione di Ads che reindirizzano a siti web specifici o legati a particolare categorie di interesse.

Per aggiungere un sito specifico è sufficiente inserire l’indirizzo web relativo all’annuncio che vogliamo bloccare e fare click su Blocca URL:

adsense.block.websites

 

Recuperare l’indirizzo web relativo all’annuncio

E’ opportuno ricordare che le norme di AdSense non consentono al publisher di fare click sui propri annunci, neanche per trovare la URL corrispondente al contenuto che volete bloccare. Per ottenere quell’indirizzo potete utilizzare, a vostra scelta:

Se scegliete di installare la Google Publisher Toolbar e la autorizzate all’accesso al vostro account AdSense, potrete attivare un pratico overlay per i singoli annunci che vi consentirà di accedere alla cosiddetta ad detail window, tramite la quale potrete avere accesso a una serie di informazioni relative all’annuncio selezionato tra cui, per l’appunto, la Destination URL.

google.toolbar.publishers

 

Per maggiori informazioni consigliamo di leggere la guida ufficiale di Google e/o il relativo video.

 

Recuperare la URL in caso di redirect multipli

Alcuni annunci – tra cui quelli relativi al già citato inserzionista truffaldino – fanno uso di una sequenza più o meno elaborata di redirect al fine di nascondere il reale indirizzo di destinazione. Nella maggior parte dei casi la Google Publisher Toolbar è in grado di fornirci la singola URL che dà origine alla catena, la quale tende però a cambiare nel corso del tempo. Per recuperarle (e bloccarle) tutte consigliamo di installare Fiddler, una applicazione gratuita che consente di tracciare le request effettuate dal nostro browser. In tal modo avremo la possibilità di tracciare l’intera sequenza di redirect effettuati dal browser a prescindere dalla tecnologia utilizzata per implementarli (javascript, meta, header, etc.)  e bloccare tutti gli indirizzi web che ne fanno parte.

 

Segnalare il sito sul forum di supporto Google AdSense

Il metodo descritto sopra consente di immunizzare il nostro sito, ma non risolve il problema a livello globale. Al fine di ripulire AdSense da questo tipo di contenuti indesiderati e facilitare la vita agli altri publisher è opportuno avvisare il team di supporto AdSense. E’ possibile farlo sia tramite l’apposito mini-form contenuto nella ad detail window della Google Publisher Toolbar (cfr. paragrafo precedente e relativa screenshot) che pubblicando una domanda nel Forum di supporto AdSense.

 

Tenersi informati

Al di là dei workaround specifici, il modo migliore per difendersi dal Malvertising è tenersi costantemente aggiornati. A tale scopo consigliamo la lettura di questo ottimo articolo che, partendo da una serie di problematiche simili alle nostre, effettua una analisi estremamente accurata del problema e delle sue possibili soluzioni.

 

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Sviluppatore, analista di progetto, web designer, divulgatore informatico. Lavora come IT Architect per il design e lo sviluppo di siti, servizi, interfacce e applicazioni web e per dispositivi mobili.

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