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Crash di Esplora Risorse che blocca il PC? Come risolvere senza riavviare

Che siate amministratori di sistema, sviluppatori o semplici utenti, vi sarà capitato molte volte di assistere al crash o al blocco repentino del programma Esplora Risorse, le cui conseguenze sono particolarmente fastidiose: nella maggior parte dei casi l’interfaccia risulta compromessa, con una gigantesca finestra “bianca” che non accenna a chiudersi e non consente di aprirne altre o di svolgere alcune operazioni.

Questa situazione tende a verificarsi con particolare frequenza quando lavoriamo su cartelle, percorsi o dischi di rete che improvvisamente spariscono o non sono più disponibili, ad esempio perché il server che li ospitava si disconnette o crasha: in quelle occasioni i protocolli di condivisione file di Windows danno il loro peggio, impantanandosi in timeout estremamente lunghi e bloccando nel contemnpo tutta l’applicazione nel disperato tentativo di connettersi a qualcosa che non c’è più. Non di rado questi tentativi si concludono con il crash di Esplora Risorse o, peggio ancora, con un suo blocco continuativo che ci spinge a effettuare un kill manuale del processo con CTRL-ALT-CANC, quindi Gestione Attività > Processi -> Kill.

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Servizio WCF su Windows Server 2012 con IIS8 – Errore 404: Come risolvere

Non tutti gli sviluppatori che lavorano con ASP.NET conoscono l’esistenza dell’architettura WCF: la sigla è acronimo di Windows Communication Foundation, un framework dedicato allo sviluppo di applicazioni web service-oriented lanciato da Microsoft parecchi anni fa – ai tempi del .NET Framework 3.0 – in sostituzione del precedente approccio basato sulle fin troppo note (e ormai antidiluviane) pagine ASMX.

Per comprendere appieno la differenza che intercorre tra ASMX e WCF è opportuno leggere questo eccellente articolo di Keith Elder che spiega molto bene la diffenza di vedute dei due sistemi, evidenziando le limitazioni del primo e sottolineando le potenzialità offerte dal secondo. Un endorsement senz’altro meritato, ma inevitabilmente figlio del suo tempo: ottobre 2008.

Senza nulla togliere alla validità delle conclusioni di Keith, possiamo ormai dire che anche WCF è ormai una architettura piuttosto datata, soprattutto rispetto alle funzionalità offerte in ottica REST: queste ultime sono state rese obsolete dalla stessa Microsoft con lo sviluppo del framework ASP.NET Web API e poi, più recentemente, con l’avvento di MVC6 / ASP.NET Core. Nonostante questo, WCF resta ad oggi l’architettura più semplice per implementare Web Service SOAP, ancora molto utilizzati in ambito business in Italia come nel resto del mondo. Per maggiori informazioni su WCF potete leggere questo interessante articolo su MDSN al riguardo.

Finita questa lunga premessa, veniamo al sodo! Se vi siete imbattuti in questo articolo è probabile che vi siate scontrati con un problema piuttosto comune che affligge tutti gli sviluppatori e/o amministratori di rete al momento di installare il loro primo servizio WFC su una macchina Windows Server 2012 con Internet Information Services 8 (IIS) o superiore. Una volta effettuato il deploy, al momento di lanciare la pagina Service.svc, viene restituito il più classico degli errori HTTP:

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MySQL 5.6 – Come eseguire script da command-line senza password in chiaro con mysql_config_editor e Host Alias

Non c’è amministratore di sistema abituato a lavorare con MySQL che non abbia mai fatto uso di qualche console script per gestire backup, operazioni di manutenzione, allineamenti o altre procedure periodiche: nella maggior parte dei casi questi script vengono realizzati in PHP/bash (su OS Linux) oppure PHP/batch/Powershell (su OS Windows), quindi pianificati per una esecuzione periodica tramite cron job, operazioni pianificate, software di backup e via dicendo.

Si tratta di un approccio particolarmente efficace, specialmente per chi non ha intenzione di spendere soldi acquistando la licenza di altri software di gestione/automazione. Non è però un metodo esente da problemi, soprattutto in ottica di sicurezza: è infatti necessario inserire le credenziali dell’utente MySQL all’interno dello script e in modalità non criptata, mettendone quindi a rischio la password.

Consideriamo l’esempio seguente:

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Eliminare i file di log di IIS più vecchi di una certa data con un file batch

I file di log di Internet Information Services costituiscono una risorsa irrinunciabile per qualsiasi amministratore di rete degno di questo nome, in quanto sono l’unico strumento che consente di tenere traccia in modo efficace di una serie di informazioni utilissime su chi visita i nostri siti e servizi web: per un elenco completo delle informazioni che sono in grado di memorizzare è possibile fare riferimento a questa pagina ufficiale che descrive il formato utilizzato, ovvero il W3C Extended Log File Format, al quale Microsoft ha scelto di uniformarsi a partire dalla versione 6 di IIS.

Premessa

Ovviamente la scelta su quali informazioni memorizzare e quali no dipende interamente dall’amministratore, il quale può optare per un livello di dettaglio più o meno approfondito tramite il pannello di gestione del servizio di pubblicazione web – anche noto come IIS Manager – facendo click sull’icona Logging, come è possibile vedere nella schermata di seguito:

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Come già detto poco sopra, attivare il logging del traffico dei propri siti è una scelta quasi obbligata per qualsiasi amministratore di rete. Oltre ad avere una indispensabile utilità statistica, si tratta di informazioni che è opportuno tenere anche per tutelarsi da una serie di potenziali problematiche di natura legale o penale: penetration attacks da parte di hacker o smanettoni in cerca di gloria, abuso dei servizi che vengono offerti al pubblico, e così via.

Si tratta di possibilità relativamente remote, ma attenzione a prenderle sotto gamba: qualsiasi servizio web che preveda la possibilità di effettuare un upload consente di fatto a un utente malintenzionato di caricare sul vostro sistema immagini, video, testi, brani musicale, software o altri file illegali che potrebbero prima o poi – se siete particolarmente sfortunati – essere oggetto di indagine da parte delle forze dell’ordine, con il conseguente obbligo di fornire tutti i log del caso. Ove mai un eventualità del genere venisse malauguratamente a verificarsi, la funzionalità di logging di IIS sarà una vera e propria manna dal cielo – ammesso che non l’abbiate disabilitata!

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Zoom, il nuovo standard cloud-based per le video-conferenze online

Se siete stufi di insegnare ai vostri colleghi e/o amici a utilizzare correttamente Skype, Hangouts o altri software di video-conference similari, sarete lieti di sapere che da qualche tempo esiste un’alternativa almeno altrettanto valida e – cosa che non guasta affatto – decisamente più semplice da utilizzare. Sto parlando di Zoom, una vera e propria killer application che ha ottime probabilità di conseguire, nel panorama del software per video-conference, gli stessi obiettivi raggiunti da WhatsApp nel settore dell’instant messaging e da TeamViewer nell’ambito dell’accesso remoto: sbaragliare la concorrenza, raggiungere decine di milioni di utenti e diventare l’applicazione numero uno al mondo per quel determinato scopo.

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