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Tsundere, Kuudere, Yandere e gli altri stereotipi caratteriali di anime e manga

Yandere: significato ed esempi

Ed eccoci al primo stereotipo caratteriale non propriamente positivo: l’aggettivo Yandere è stato infatti generato dalla fusione di Yanderu (pazzo, malato) + il solito Deredere (amorevole, tenero).

All’inverso di quanto accade per gli Tsundere, i Kuudere e i Dandere (che sono persone migliori di come appaiono), gli Yandere si mostrano dolci, affettuosi e graziosi ma nascondono una personalità deviata ed ossessiva e, per gelosia o possessività, possono arrivare a compiere atti drammaticamente nocivi e brutali contro chi si frapponga tra loro e l’oggetto del desiderio. In alcuni casi arrivano a danneggiare la stessa persona amata se questa non si comporta secondo le loro aspettative.

L’apparente dolcezza e la scelta di un’estetica personale infantile ed innocente sono dunque le caratteristiche immancabili di un personaggio Yandere, così come immancabile è l’esplosione, prima o poi, del momento di pura follia e violenza di matrice passionale.

Gli Yandere sono in prevalenza donne e molto spesso sono personaggi negativi o grotteschi.

 

Kotonoha Katsura (School Days): Il perfetto emblema della Yandere psicopatica che arriva ad uccidere per gelosia

 

Misa Amane (Death Note): Carina, popolare, apparentemente ingenua ma per amore non si fa scrupoli a diventare un’assassina

 

Kanato Sakamaki (Diabolik Lovers): L’aspetto e l’atteggiamento infantile non traggano in inganno: è un vampiro pazzo e sadico

 

Yoosung Kim (Mystic Messenger): Lo Yandere più famoso dei dating sim: si presenta dolce ed affettuoso ma può diventare inquietantemente ossessivo e geloso

 

 
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