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Triangolo giallo sull’icona Rete di Windows: cosa significa e come eliminarlo

Di certo vi sarà capitato di notare, almeno una volta, la presenza di un fastidioso triangolino di colore giallo sopra l’icona Rete presente nel systray del vostro sistema. Il significato di quell’icona è visibile fin dall’avviso contestuale che appare sotto forma di popup al passaggio del mouse: il computer è connesso a una rete, ma non ad Internet. Tuttavia, questo non corrisponde necessariamente al vero: esistono una pluralità di casi, ampiamente documentati sul Web, in cui l’icona del triangolo è presente anche su postazioni che riescono tranquillamente a navigare.

yellow-triangle-network-windows

Come si spiega questa anomalia? In questo articolo cercheremo di far luce sull’argomento: per far questo illustreremo in modo dettagliato i controlli effettuati dal sistema operativo per verificare che la connessione ad internet funzioni.

Uno sguardo d’insieme

Quando una macchina Windows si connette a una rete – sia essa pubblica, privata o aziendale – entrano in gioco due tecnologie che si occupano di verificare lo status della connessione effettuata: la Network Location Awareness (NLA) e il Network Connection Status Indicator (NCSI); il loro scopo è, rispettivamente:

  • identificare in modo automatico e dettagliato il network in questione
  • controllare se quest’ultimo ha accesso alla rete Internet.

Nel nostro caso, come facilmente prevedibile, parleremo soprattutto del NCSI: se vi interessano maggiori informazioni sul servizio di Network Location Awareness (NLA) vi consigliamo di consultare questo ottimo articolo su Technet.com.

Network Connection Status Indicator (NCSI)

Il Network Connection Status Indicator (NCSI) è parte del servizio NlaSvc (Network Location Awareness Service) ed è lo strumento che – direttamente ovvero tramite le API messe a disposizione dal NLM_CONNECTIVITY Network List Manager (per maggiori informazioni leggete qui) – ci consente di determinare se siamo connessi oppure no e l’eventuale qualità della connessione. Le applicazioni e i servizi installati sul nostro sistema hanno la possibilità di utilizzare le informazioni reperite dal NCSI/NlaSvc per determinare il network più indicato alle nostre esigenze tra quelli eventualmente disponibili.

Tra le molte operazioni effettuate il servizio controlla la connettività Intranet e la possibilità di connettersi ad Internet, ovvero di inviare una query DNS e ricevere la risoluzione corretta del nome di dominio chiamato. Le informazioni raccolte sono visualizzare in forma di icona – la nota icona di Rete, per l’appunto – ed eventuali icone di status poste in overlay: si tratta necessariamente di una visualizzazione aggregata, poiché l’icona Rete è una indipendentemente dal numero di schede di rete installate (e relativi network configurati) sul nostro computer: per questo motivo ad essere visualizzata sarà sempre la connessione più limitata tra tutte quelle presenti. Questo significa che se vi accorgete della presenza di un triangolino giallo sulla vostra icona Rete ma riuscite ugualmente a navigare il primo tentativo da fare è quello di disabilitare tutte le connessioni di rete, con la sola eccezione di quella che consente l’accesso ad Internet.

Come funziona?

Da Windows 7 in poi il test di connettività effettuato da NCSI è parte integrante di Windows DirectAccess (per maggiori informazioni, leggete qui) e si sviluppa attraverso un meccanismo di active probes che segnalano in tempo quasi-reale i cambiamenti nello status della connessione: a seguito della segnalazione, NCSI controlla se il computer è ancora connesso alla rete attraverso una semplice query DNS all’indirizzo www.msftncsi.com, seguita da una HTTP get request al file http://www.msftncsi.com/ncsi.txt (un semplice file di testo) e successivamente da una ulteriore query DNS all’indirizzo dns.msftncsi.com.

Questi controlli possono essere facilmente confermati installando sul proprio sistema un network tracing software come Network Monitor o Wireshark. Se non volete installare nulla potete anche utilizzare il comando netsh (disponibile a partire da Windows 7) aprendo un prompt dei comandi con privilegi di amministratore e inserendo il seguente comando:

Nel caso in cui vi interessi effettuare il trace immediatamente dopo il riavvio del sistema, modificate il comando sopra indicato impostando il parametero persistent  su yes: in tal modo il trace resterà attivo – anche a seguito di uno shutdown o reboot – fino a quando non lo interromperete manualmente con il seguente comando:

Il log completo del tracing sarà disponibile all’interno del file netsh-trace.etl: l’estensione non è importante, ma creare un file .etl consente di poterlo visualizzare all’occorrenza anche con Network Monitor.

Per maggiori informazioni sul comando netsh trace e una guida dettagliata su come utilizzarlo consiglio di leggere questo articolo.

NCSI in modalità passiva

Quando sono in esecuzioni altre applicazioni che generano traffico di rete NCSI passa in modalità passiva, controllando il completamento delle connessioni TCP effettuati dagli altri programmi.

Disabilitare NCSI

Disabilitare le funzionalità NCSI, oltre ad essere un’operazione sconsigliata da Microsoft, rischia di privare l’utente di importanti informazioni sullo stato della connessione del sistema. E’ comunque possibile configurare in modo diverso alcune sue funzionalità o anche farne completamente a meno senza che questo influenzi il corretto funzionamento di Windows.

Una operazione che può essere utile a molti è riconfigurare il funzionamento delle probe inviate da NCSI agli indirizzi www.msftncsi.com e dns.msftncsi.com, che potrebbero non essere sempre raggiungibili (o autorizzati) dalla macchina. E’ possibile disattivarle del tutto tramite i group policy settings, ma agire in questo modo provocherà il malfunzionamento permanente dell’icona Rete nel systray (il famoso triangolino giallo): in alternativa è possibile riconfigurare le probe facendo in modo che effettuino le loro chiamate a un server proprietario anziché ai server Microsoft. Per far questo, però, è necessario dotarsi di un server NCSI pubblico o interno alla propria rete.

Disabilitare le Active Probe

Per disabilitare le probe utilizzate in modalità attiva è sufficiente modificare la seguente chiave di registro di sistema:

  • HKLM\SOFTWARE\Policies\Microsoft\Windows\NetworkConnectivityStatusIndicator

Impostando il valore dell’entry DWORD EnableActiveProbing  su 0 anziché su 1 (default).

Per informazioni più approfondite sul funzionamento e sull’utilità delle probe attive e passive è inoltre possibile consultare questo ottimo articolo della Microsoft KB.

Impostare un server NCSI interno

Per dotarsi di un server NCSI interno è sufficiente disporre (o dotarsi) di un server HTTP raggiungibile dall’interno della propria rete e inserire, all’interno di un sito esistente o di una web application appositamente creata, un file .txt contenente una stringa di testo a piacere (ad esempio “Microsoft NCSI”). Una volta fatto questo, aprite il regedit e navigate fino alla seguente chiave di registro:

Questi i valori da reindirizzare sul proprio web server:

  • ActiveWebProbeHost  (REG_SZ), il cui valore predefinito è www.msftncsi.com
  • ActiveWebProbePath  (REG_SZ), il cui valore predefinito è ncsi.txt
  • ActiveWebProbeContent  (REG_SZ) il cui valore predefinito è Microsoft NCSI

Ovviamente, a seconda delle impostazioni del network, potrebbe essere necessario creare una apposita DNS zone in modo da rendere il server web disponibile a tutta la rete.

Per il momento è tutto: felice networking!

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Ryan

IT Project Manager, Web Interface Architect e Lead Developer di numerosi siti e servizi web ad alto traffico in Italia e in Europa. Dal 2010 si occupa anche della progettazione di App e giochi per dispositivi Android, iOS e Mobile Phone per conto di numerose società italiane.

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