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Impossibile avviare il debug sul server Web con Visual Studio 2015 – Come risolvere

Lavorare con Visual Studio sulle versioni più recenti di Windows, come ad esempio Windows 10, può non essere sempre facile: il motivo è spesso legato alle nuove impostazioni di sicurezza che caratterizzano il nuovo sistema e che bloccano l’accesso a molti elementi normalmente necessari ai software di sviluppo, come l’accesso in scrittura alla cartella /Program Files/, ai file di configurazione di IIS Express, alla IIS metabase e via dicendo.

A fare le spese di tutto questo è molto spesso proprio IIS Express, prodotto che già da diversi anni è scivolato ai margini  del disinteresse di casa Microsoft in favore di soluzioni più moderne (come Kestrel, come ben sanno gli sviluppatori .NET Core) ed è costantemente flagellato da problemi di vario tipo. Alcuni di questi sono già stati affrontati in questa sede, come ad esempio in questo articolo sull’impossibilità di accedere alla IIS Metabase, in questo articolo dedicato al problema delle external request e in questo approfondimento sull’errore ‘Process with an ID #### is not running’.

In questo articolo parleremo di un altro errore frequente che può capitare lavorando con una soluzione ASP.NET Core o ASP.NET MVC, immediatamente dopo aver provato a lanciare l’applicazione in modalità debug:

Impossibile avviare il debug sul server Web

Fortunatamente esistono diversi workaround che possono risolvere questo tipo di errore: suggeriamo di provarli uno dopo l’altro, fermandosi soltanto quando si riesce a trovare quello che consente di risolvere il problema.

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Process with an ID #### is not running con Visual Studio 2015 – Come risolvere

Lavorare con Visual Studio sulle versioni più recenti di Windows può portare occasionalmente a qualche problema per via delle nuove impostazioni di sicurezza che caratterizzano il nuovo sistema: queste ultime, che prevedono un accesso limitato alle risorse normalmente disponibili all’account assegnato al software in esecuzione, bloccano l’accesso a molti elementi normalmente necessari agli strumenti di sviluppo: l’accesso in scrittura alla cartella /Program Files/, ai file di configurazione di IIS Express, alla IIS metabase e una serie di altre task che possono portare al malfunzionamento di alcuni strumenti, come ad esempio IIS Express. Alcuni di questi sono già stati affrontati in questa sede, come ad esempio in questo articolo sull’impossibilità di accedere alla IIS Metabase, in questo articolo dedicato al problema delle external request e in questo approfondimento sull’errore ‘Impossibile avviare il debug sul server Web’.

In questa occasione parliamo del seguente errore, che può verificarsi nel momento di aprire una soluzione ASP.NET Core o ASP.NET MVC o di lanciare l’applicazione in modalità DEBUG:

Impossibile avviare il debug sul server Web

Process with an ID #### is not running on Visual Studio 2015

In conseguenza di questo errore, nella finestra degli errori di Visual Studio dovrebbe essere possibile reperire altre informazioni, come ad esempio queste:

Fortunatamente esistono diversi workaround che possono risolvere questo tipo di errore: suggeriamo di provarli uno dopo l’altro, fermandosi soltanto quando si riesce a trovare quello che consente di risolvere il problema.

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Creare un Web Service SOAP con ASP.NET WCF, Visual Studio e IIS 8

Come abbiamo recentemente scritto qualche settimana fa in questo articolo, il modo più appropriato per creare un Web Service SOAP su ASP.NET è, ancora a fine 2016, quello di utilizzare il framework WCF (acronimo per Windows Communication Foundation): si tratta di una architettura che, nonostante gli anni comincino a farsi sentire, resta di gran lunga più versatile rispetto alle ormai più che obsolete pagine ASMX.

Nell’articolo precedente, oltre a risolvere un problema specifico legato alla configurazione di un servizio WCF su IIS8, abbiamo speso qualche minuto a ricordare le caratteristiche dell’architettura, presentata in pompa magna da Microsoft nell’ottobre 2008 e poi allontanata dai riflettori per lasciare spazio al paradigma Web API, adatto però solo ai Web Service REST. In questo articolo ci dedicheremo a riassumere i passaggi necessari per creare un Web Service SOAP partendo da zero utilizzando le ultime versioni degli strumenti necessari, ovvero: Visual Studio 2015 e Internet Information Services 8.

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Usare Mercurial HG Source Code Control Manager con Visual Studio 2015

Abbiamo già avuto modo di parlare di Mercurial, noto anche come HG, uno dei migliori source-control manager disponibili per Windows. Per ulteriori informazioni sul prodotto rimandiamo alla pagina Wiki relativa e/o al sito ufficiale del progetto: in questo articolo spiegheremo brevemente come configurare Visual Studio 2015 per poterlo utilizzare come valida alternativa di GIT, SVN o dell’ormai più che obsoleto Visual SourceSafe.

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Visual Studio 2015 – Come aggiornare Node.js e/o NPM all’ultima versione

Tra le cose che ritengo più riuscite del nuovo Visual Studio 2015 c’è sicuramente la scelta di integrare nel popolare framework di casa Microsoft una serie di strumenti di sviluppo moderni e ormai pressoché irrinunciabili, primi tra tutti Node.js, NPM e Bower. Purtroppo, come spesso accade in questi casi, i designer non hanno compiuto questa integrazione mettendosi nell’ottica dell’utilizzatore finale, adottando un un criterio tutt’altro che ideale in ottica di manutenzione e aggiornamento di questi componenti: come diretta conseguenza di tale scelta, questi strumenti non vengono installati nelle loro cartelle predefinite bensì in una directory apposita all’interno di Visual Studio 2015: una sorta di bundle integrato che, ovviamente, porta qualche complicazione in più nel momento in cui è necessario aggiornare qualcosa.

Per spezzare una lancia a favore di Microsoft si potrebbe dire che la maggior parte degli sviluppatori Visual Studio non avrà probabilmente bisogno di aggiornare quegli strumenti rispetto alle versioni contenute nel pacchetto di installazione, con l’eccezione di un ristretto numero di utenti avanzati che non avranno certo problemi ad effettuare autonomamente tali update mettendo in pratica workaround analoghi a quelli descritti in questo articolo. Inoltre, prevedere un ambiente Node.js separato e “isolato” ha sicuramente il vantaggio di ridurre possibili problemi di incompatibilità legati alla presenza di una eventuale seconda installazione nel sistema. Neppure questo sforzo di comprensione, però, è in grado di spiegare come mai i designer non abbiano previsto la possibilità di aggiornare gli strumenti contenuti in questo bundle tramite la GUI di Visual Studio, o comunque rendere più trasparente tale integrazione così da dare agli sviluppatori la possibilità di intervenire.

Sia come sia, se utilizzate parecchio Node.js e/o NPM è probabile che prima o poi avrete la necessità di “svecchiare” questi strumenti: vediamo come fare.

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