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MS Outlook non apre gli allegati con nome o estensione sospetta? Come risolvere

Se vi siete imbattuti in questo articolo è probabile che abbiate ricevuto una e-mail contenente un allegato che include due o più punti consecutivi o un punto esclamativo nel nome file oppure nell’estensione e che non riusciate ad aprirlo perché il vostro client di posta, ovvero MS Outlook, vi mostra il seguente messaggio:

Bloccato l’accesso ai seguenti allegati potenzialmente pericolosi: nomefile.ext

La causa di questo comportamento anomalo è presto spiegata: le recenti patch di sicurezza rilasciate da Microsoft a seguito della diffusione dei malware di ultima generazione hanno provocato, come spesso accade in questi casi, alcune controindicazioni per gli utenti. Si tratta in altre parole di un classico bug di regressione, ovvero un malfunzionamento del software dovuto a un aggiornamento che non è stato provato adeguatamente in tutti gli scenari e i casi d’uso. Un fenomeno che si verifica piuttosto di frequente nel caso delle patch di sicurezza, che molto spesso – nella foga di impedire che l’utente metta in atto comportamenti potenzialmente pericolosi per il proprio sistema – finiscono per bloccare una serie di funzionalità importanti e del tutto estranee alla minaccia che si cerca di arginare.

Fortunatamente, a seguito delle numerosissime lamentele ricevute nel corso delle ultime settimane, Microsoft ha cominciato a rilasciare delle patch che dovrebbero risolvere il problema: sfortunatamente non sono ancora disponibili per tutte le versioni di Outlook.

Al momento sono disponibili le seguenti patch, che risolvono efficacemente il problema per le versioni di Outlook indicate:

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MS Outlook – Messaggio bloccato in “Posta in Uscita”: come risolvere

A volte può capitare che un messaggio che si sta cercando di inviare resti bloccato nella cartella Posta in Uscita: si tratta di una problematica che si verifica di frequente quando il messaggio contiene allegati di dimensioni particolarmente importanti (2mb o più).

Il problema è reso particolarmente fastidioso dal fatto che il blocco, nella maggior parte dei casi, è dovuto all’incapacità di Outlook di spostare il messaggio incriminato dalla casella Posta in Uscita alla cartella Posta Inviata: operazione che viene effettuata dopo che il messaggio è stato inviato: questo significa che il messaggio in questione viene inviato più volte al destinatario, che rischia quindi di essere “floodato” da un gran numero di e-mail identiche.

La soluzione, inutile dirlo, è quella di eliminare il messaggio dalla Posta in Uscita: tale operazione non è però sempre percorribile, perché Outlook non consente di eliminare un messaggio che sta tentando di spedire e/o di spostare fino a quando l’operazione non è conclusa… Il che ci riporta al problema iniziale: la problematica non si risolve neppure riavviando Outlook, poiché nella maggior parte delle configurazioni il sistema prevede l’invio automatico e immediato della Posta in Uscita all’avvio del programma, che – come abbiamo visto – è alla base del problema.

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Come verificare se un file eseguibile EXE è a 32 bit (x86) o a 64 bit (x64)

Qualche giorno fa in ufficio abbiamo avuto la necessità impellente di controllare se un file eseguibile piuttosto vecchio, ma ancora utilizzato su uno dei nostri server Win2012 a 64bit in produzione, fosse stato compilato per processori di tipo x86 or x64. Si tratta di una informazione normalmente ben nota fin dal momento della compilazione: tuttavia, poiché lo sviluppatore autore della stessa non lavora più con noi e l’informazione non era recuperabile né dal nome file né dalla cartella di installazione, siamo stati costretti a determinarlo in un altro modo.

Per risolvere il problema abbiamo quindi fatto ricorso all’utilissimo strumento Sigcheck di SysInternals, disponibile gratuitamente a questo indirizzo.

Il programma, una volta scaricato e scompattato, può essere utilizzato in modo estremamente semplice. E’ sufficiente lanciarlo dal prompt dei comandi avendo cura di specificare il percorso completo del file da verificare:

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Link ufficiali Microsoft per il download di MS Office 2016 e Office 365 RTM in italiano (product key non incluso)

State tranquilli, non si tratta di warez o software pirata!

Quello che pubblichiamo di seguito è un elenco di link ufficiali alle distribuzioni RTM ufficiali di MS Office 2016 e 365 (e software a corredo: Word, Excel, Access, Outlook, PowerPoint, Project e Visio) in modalità click-to-run, le stesse che è possibile recuperare anche mediante un qualsiasi account su Live.com.

Saranno sicuramente utili ai molti amministratori di sistema che si trovano quotidianamente a dover installare Office o altre applicazioni collegate senza avere il supporto fisico (CD, DVD, Blu-Ray o chiavetta USB) a portata di mano.

Inutile dire che per installare questi software avrete necessariamente bisogno di un Product Key valido, ovvero di un codice seriale che vi autorizzi ad installare e attivare il software: potete acquistarne uno tramite il Microsoft Store o presso qualsiasi rivenditore autorizzato.

AGGIORNAMENTO: Per scaricare le immagini ISO di Windows 7, Windows 8.1 e Windows 10 è possibile consultare questo articolo.

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Google Chrome: link estensioni rimanda a elenco App – come risolvere

L’eterna battaglia (o dovremmo dire gara?) tra i malware e gli strumenti anti-malware si arricchisce di un nuovo capitolo: questa volta parleremo di una particolare tipologia di minaccia che spesso prende la forma di un’estensione del browser Google Chrome, apparentemente innocua, che però interviene di tanto in tanto durante la nostra navigazione, reindirizzandoci qui e là e/o aprendo qualche pagina, link o popup a dir poco indesiderato.

Se avete presente questa tipologia di infezione potete pensare che il problema non sia poi troppo grave: le estensioni “maligne” sono un cancro che gira già da diversi anni, ma nella maggior parte dei casi per risolvere il problema è sufficiente recarsi nella pagina delle estensioni e disabilitarle/eliminarle.

Il Problema

La soluzione di cui sopra andava benissimo… fino a pochi mesi fa. A partire dal 2016, infatti, queste estensioni sono state dotate di un meccanismo di auto-difesa semplice ma efficace: reindirizzano qualsiasi tentativo di accesso – diretto o tramite link – alla pagina delle estensioni, portando l’utente altrove, nella maggior parte dei casi alla pagina delle App. La scelta non è casuale: l’utente meno esperto non sarà in grado di mettere a fuoco il problema e, anche se difficilmente sarà portato a credere che sia tutto normale, non riuscirà – almeno per il momento – a comprendere il problema e agire di conseguenza.

Fortunatamente questa tipologia di problemi è già nota da tempo a Google: in questo articolo nella Google Knowledge Base sono descritti alcuni dei sintomi alla base di queste infezioni:

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