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Come aprire i file BKF su Windows 10 senza NTBackup con NT5Backup

Se vi siete imbattuti in questo articolo è probabile che abbiate la necessità di aprire un vecchio archivio .BKF generato con la utility di Backup in dotazione su una versione di Windows ormai obsoleta. Come probabilmente già sapete quei file sono generati da un tool chiamato NTBackup, risalente agli ormai remoti tempi di Windows NT e fornito insieme al sistema operativo Windows fino a Windows 2000, Windows XP e Windows Server 2003. NTBackup, come la maggior parte degli strumenti di sistema targati Microsoft sviluppati nel corso degli anni ’90, era tutto fuorché user-friendly: si avvaleva infatti di un formato proprietario (BKF) per effettuare i backup dei file. Questo significa che, per aprirlo con un sistema operativo moderno – che ovviamente non include più NTBackup – è necessario acquistare un software realizzato da quelle poche software house che hanno acquistato la licenza del formato BKF, come BKF-Repair by SysToolsNTBackupExe. Entrambe le soluzioni, inutile dirlo, non sono a costo zero.

Se volete recuperare altre informazioni utili sul formato BKF o sull’ormai defunto NTBackup consigliamo di approfondire i suddetti argomenti sulla apposita pagina Wikipedia: nel caso in cui vogliate trovare un’alternativa che vi consenta di risolvere il vostro problema, continuate a leggere.

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Visual Studio Build Number, Version ID e Path predefiniti – tutte le edizioni

In questo articolo proverò a mettere in piedi un elenco completo contenente gli ID di versione e i percorsi di installazione predefiniti di tutte le versioni di Visual Studio uscite finora. Se vedete qualcosa di errato o incompleto lasciate le vostre indicazioni nei commenti e provvederò ad aggiornare la lista.

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Online Advertising, Ad-Block e Anti Ad-Block Warning: il punto della situazione

La diffusione degli strumenti di identificazione dei software Ad-Blocker in italia e nel mondo nel corso del 2016 rappresenta l’ennesima conferma di quello che ormai da molti anni è un segnale molto chiaro: la concezione del web come opportunità di condivisione di informazioni libere continua a perdere colpi rispetto alla visione industriale dello stesso, vocazionalmente portata a mettere in risalto gli aspetti prettamente commerciali (nonché inevitabilmente lucrativi) rispetto a qualsiasi altra funzione di utilità sociale.

Con questo non si vuole certo intendere che il web debba essere necessariamente libero e gratuito. Per citare le parole di Tim Berners-Lee, there was a time when people felt the internet was another world, but now people realise it’s a tool that we use in this world: un tempo molti consideravano internet un altro mondo, ma ora è chiaro che si tratta di uno strumento da utilizzare in questo mondo. E’ quindi del tutto normale che chat, software libero e siti di informazione indipendente siano stati progressivamente affiancati – e numericamente persino superati – da giornali e magazine commerciali, servizi a pagamento, online stores, materiale per adulti e tutto quanto esiste ed esisterà altrove: per lo stesso motivo è opportuno aspettarsi la presenza di una inevitabile componente illecita e/o illegale – anch’essa parte del nostro mondo – e degli strumenti necessari per combatterla.

Se le cose stanno così, il fatto che il web si sia riempito di persone che cercano di sfruttare la componente commerciale del mezzo è del tutto legittimo: gli advertising servono proprio a questo, così come gli abbonamenti, i servizi a pagamento e i prodotti da vendere. Sono invece molto meno legittimi gli stratagemmi, peraltro estremamente evidenti ed oggettivi, che alcuni di questi mercanti mettono in piedi per espandere il loro profitto a danno della libertà altrui, tutti più o meno basati sul solito grande equivoco volto a confondere – e a far confondere – due termini apparentemente simili ma dal significato diametralmente opposto: libertà e liberismo. Per chi non conoscesse la differenza, ci limiteremo a dire che la libertà è un valore condiviso tra tutti e quindi intrinsecamente collegato al concetto di equità/uguaglianza, mentre il liberismo è un principio economico fondato sull’assoluta libertà di produzione e di commercio che con l’equità e l’uguaglianza non ha nulla a che spartire: al contrario, esistono innumerevoli casi in cui il liberismo va a contrapporsi ai principi di equità ed uguaglianza, e quindi al concetto stesso di libertà: ad esempio, in tutte le occasioni in cui diventa esaltazione del mercato, del reddito, dello spirito d’impresa e di tutte le strategie più o meno riconducibili alla massimizzazione del profitto individuale a discapito della tutela dei diritti propri dell’acquirente, del consumatore, della collettività.

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Errore PHP 500 – Cannot start php-cgi.exe – MSVCR110.dll is missing – Come risolvere

Installare PHP su una macchina Windows Server è piuttosto semplice, specialmente se si utilizzano i pacchetti di installazione ufficiali o (ancora meglio, nel caso in cui si intende utilizzare IIS come Web Server) l’eccezionale strumento denominato PHP Manager, disponbile tramite Web Platform Installer, di cui abbiamo già avuto modo di parlare in questa occasione.

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Guida all’installazione di PHP Manager per IIS su Windows Server o Windows 10

Se siete degli affezionati utilizzatori di PHP su piattaforma Windows e Web Server IIS è probabile che già conosciate PHP Manager per IIS, un eccellente strumento gratuito che si integra con l’interfaccia utente dello strumento di amministrazione di IIS – ovvero IIS Manager – e che può essere utilizzato per svolgere una serie di funzioni utili, tra cui soprattutto le due seguenti:

  • Gestire le istanze/versioni/build di PHP a 32-bit e 64-bit installate sulla macchina.
  • Accedere e modificare i relativi file di configurazione PHP.INI.

Installare PHP Manager per IIS è molto semplice: basta lanciare il  Web Platform Installer dall’interfaccia di IIS Manager, quindi cercarlo tra gli strumenti gratuiti disponibili tramite la casella di ricerca.

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