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Il “Rugby preventivo” dei New Zealand All Blacks nel nuovo spot di AIG Japan – #TackleTheRisk!

Davvero spettacolare il video promozionale messo a punto dal colosso assicurativo AIG Japan per accompagnare il lancio della campagna “Active Care”: il riconoscimento internazionale non si è fatto attendere, con numeri che superano i 10 milioni di visitatori organici tra le principali piattaforme utilizzate per la diffusione (Facebook, YouTube e Twitter):

Lo spot, cuore della campagna virale #TackleTheRisk, è stato girato interamente a Tokyo e vede la straordinaria (in tutti i sensi) partecipazione degli All Blacks, la Nazionale di Rugby della Nuova Zelanda, della quale AIG è il principale sponsor.

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Input type number in HTML5 con supporto numeri decimali con virgola

Tra le moltissime funzioni utili introdotte dallo standard HTML5, una delle più utili è quella che consente di impostare una tipologia di dato agli elementi <input>: color, date, datetime-local, email, month, number, range, search, tel, time, url e week. Ciascuna di loro attiva un componente specifico del browser che consente all’utente di selezionare il valore desiderato in modo estremamente user-friendly, rendendo finalmente superflui tutti quei plugin jQuery, jQuery UI, Bootstrap et. al. che fino ad alcuni anni fa erano l’unico modo per ottenere lo stesso effetto… al costo però di appesantire notevolmente la componente client-side delle nostre pagine web. (altro…)

 

Istanziare un Dictionary con chiavi Case-Insensitive in ASP.NET C#

Tra le varie classi messe a disposizione da ASP.NET, il Dictionary resta una  di quelle più utilizzate: la sua enorme versatilità compensa ampiamente la relativa inefficienza che si presenta in alcune situazioni, dove l’utilizzo di un Hashtable o di una classe più snella consentirebbe di ottenere prestazioni migliori.

Nella maggior parte dei casi, quando utilizziamo un Dictionary impostando una stringa come chiave (key), la modalità predefinita di confronto tra stringhe prevista dalla classe, che risponde a un criterio case-sensitive – considerando quindi rilevante la differenza tra lettere maiuscole e minuscole all’interno della chiave – può fare al caso nostro:

E così via. Il Dictionary di cui sopra avrà quindi tre diverse entries, ciascuna accessibile mediante la propria chiave case-sensitive specifica.

Vi sono casi, però, in cui questo comportamento predefinito non ci è di grande aiuto: fortunatamente, il costruttore della classe prevede un overload specifico che possiamo utilizzare in tutti i casi in cui vogliamo che il confronto tra le chiavi-stringa risponda a un criterio diverso. Qualora volessimo un confronto case-insensitive, ad esempio, potremmo istanziare la classe nel seguente modo:

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ASP.NET e IIS – Errore (413) Request Entity Too Large e Maximum Request Length Exceeded – Come risolvere

Se vi siete imbattuti in questo articolo è probabile che stiate cercando di configurare la vostra applicazione ASP.NET (Core, MVC, Web API, Windows Forms, WCF o altro) su un web server IIS il quale, a differenza del web server di sviluppo, si rifiuta di accettare l’upload di un file di dimensioni superiori a 16kb, restituendo uno dei seguenti errori:

(413) Request Entity Too Large

Entità richiesta troppo grande

Maximum request length exceeded

Superata la lunghezza massima della richiesta

Tutti questi errori sono relativi al superamento delle dimensioni massime di un allegato – o meglio, della Request HTTP inviata al server – previste dalla nostra applicazione ASP.NET per impostazione predefinita. Queste limitazioni sono state inserite per una valida ragione: la ricezione di un file è una operazione piuttosto pesante per il server, in quanto impegna a tempo indeterminato un working thread. Per questo motivo, le impostazioni predefinite della maggior parte delle applicazioni ASP.NET prevedono una dimensione generalmente compresa tra i 16k e i 64k, sufficiente per l’invio/ricezione di form di testo ma logicamente del tutto inadeguate quando si ha l’esigenza di gestire l’upload di uno o più file.

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CryptoLocker, Locky e altri Ransomware: come eliminarli dal sistema e recuperare i file infetti senza pagare il riscatto

A distanza di anni dalla loro prima comparsa sul web la diffusione dei Ransomware di ultima generazione non accenna a diminuire, mietendo ogni giorno numerose vittime in italia e nel mondo. Per chi non sapesse di cosa stiamo parlando, il termine Ransomware viene utilizzato per indicare un particolare tipo di malware che limita l’accesso ovvero impedisce le funzionalità del dispositivo che infetta, richiedendo all’utente un riscatto (ransom in lingua inglese) per rimuovere la limitazione. Nelle recenti implementazioni, particolarmente subdole e – purtroppo – efficaci, il blocco riguarda i file cosiddetti “di lavoro” (documenti, fogli excel, immagini), che vengono criptati con una chiave segreta diventando così inutilizzabili. Il pagamento, solitamente richiesto in BitCoin o  mediante ricariche di carte prepagate poco note e ancor meno tracciabili, avviene tramite una procedura descritta da una schermata che il malware rende disponibile al’utente: una guida che ha lo scopo di guidare il malcapitato all’utilizzo di una serie di programmi (TorBrowser et. al.) che consentono alla transazione di avere luogo in forma assolutamente anonima, consentendo così all’autore della truffa di ricevere i soldi del riscatto al riparo da ogni conseguenza.

Per avere maggiori informazioni sul fenomeno dei Ransomware consigliamo di approfondire l’argomento sulle varie voci Wikipedia dedicate all’argomento ( RansomwareCryptoLocker et. al.): gli amanti delle infografiche troveranno particolarmente interessante questo articolo del sito WhoIsHostingThis, che spiega in termini estremamente semplici e adatti anche ai meno addetti ai lavori cosa è un Ransomware, come può essere riconosciuto e, soprattutto, come può essere evitato. Se invece vi siete imbattuti in questo articolo con la speranza di recuperare i vostri file dopo essere caduti vittima di CryptoLocker, Crypt0l0ckerCTB-Locker, CoinVault, Bitcryptor, Locky, TorrentLocker o una delle loro molte varianti oggi presenti in rete, continuate a leggere.

Al di là dell’esigenza specifica, nel caso in cui siate interessati a mettere in piedi una strategia di prevenzione per voi e per i vostri familiari, colleghi e/o amici, consigliamo anche la lettura dei seguenti articoli di approfondimento:

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